28 Maggio Mag 2018 2310 28 maggio 2018

Emocromo basso cosa fare

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Quando i valori misurati durante un’analisi del sangue sono inferiori a come dovrebbero essere si parla di emocromo basso. L’emocromo è un esame di laboratorio del sangue, ma andiamo a scoprire nel dettaglio cosa fare in caso di ematocrito basso.

Emocromo basso: i sintomi più comuni

L’ematocrito non è altro che la percentuale del volume che viene occupato dalle piastrine, dai globuli bianchi e dai globuli rossi in un campione di sangue marginale a quello totale (leggi anche come leggere emocromo). Un adulto di sesso maschile, dovrebbe avere una percentuale tra il 40% e il 55%. Una donna, invece, dovrebbe avere una percentuale che si aggira tra il 38% e il 45%. Quando l’ematocrito è basso possono comparire sintomi fastidiosi come cefalea, infiammazione delle labbra e della lingua, ingrossamento della milza, stanchezza anche a riposo, vertigini e fragilità di unghie e capelli. La causa dell’ematocrito basso spesso è da ritrovare in infezioni, emorragie, anemia emolitica, anemia sideropenica, cirrosi epatica, leucemia, ecc.

Alimentazione in caso di emocromo basso

Per far fronte all’emocromo basso, bisogna innanzitutto capire qual è la causa. Una volta individuata la patologia, procedere con l’eventuale cura e con una possibile trasfusione di sangue (leggi anche quanto costano le analisi del sangue complete). Se non ci sono malattie, invece, basterà curare l’alimentazione. Nel caso delle donne in gravidanza, ad esempio, bisogna assumere quotidianamente ferro (20 mg). Ma non solo. Un adulto con ematocrito basso deve cercare di assumere carni rosse, crostacei, frutta e verdura.

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