12 Ottobre Ott 2018 1235 12 ottobre 2018

Puntura di vespa shock anafilattico dopo quanto tempo

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Lo shock anafilattico è una sindrome tanto grave quanto diffusa, che può manifestarsi come manifestazione allergica in un soggetto sensibilizzato quando esso entra nuovamente in contatto con la causa dell’allergia.

Lo shock anafilattico generato da una puntura di vespa è estremamente violento e in alcuni casi, se ignorato o preso alla leggera, potrebbe portare anche alla morte, sebbene le condizioni individuali e le vie di inoculazione determino differenti reazioni allergiche. In ogni caso, è sempre bene farsi trovare preparati.

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I sintomi dello shock anafilattico

Innanzitutto, è bene saper individuare prontamente una reazione allergica dovuta ad uno shock anafilattico. Intervenendo rapidamente sui sintomi, è possibile evitare fenomeni più pericolosi e dannosi.

Inizialmente lo shock anafilattico può portare a cali di pressione e conseguente tachicardia, pallore diffuso, sudorazione o orticaria, vertigini, angoscia e abbassamento della voce o tosse.

Altre reazioni più acute possono essere angiodemi e importanti difficoltà respiratorie, dolori addominali con nausea e vomito, reazioni cutanee generalizzate e persino cianosi marcate, con sensazione di soffocamento. In alcuni casi possono verificarsi persino collassi circolatori, convulsioni e perdite di coscienza con coma per asfissia.

In quanto tempo si manifestano i sintomi

La comparsa dei sintomi dovuti ad uno shock anafilattico può avvenire in un intervallo di tempo tra i pochi secondi e l’ora, anche se mediamente si può notare qualcosa già nei primi dieci minuti. Spesso i tempi di reazione dipendono dalla via di introduzione dell’antigene.

Nei particolari casi di esordio rapido la reazione del soggetto è violenta e immediata e queste sono indubbiamente le situazioni più pericolose: la prognosi è tanto più grave quanto più breve è la comparsa dei sintomi dello shock.

Dando uno sguardo alle percentuali, lo shock anafilattico dovuto alla puntura di un insetto affligge circa una cinquantina di casi ogni centomila, con un tasso di mortalità molto basso, intorno allo 0,0005%. In ogni caso, è essenziale intervenire subito e farsi visitare da un medico o andare al pronto soccorso, per prevenire ogni possibile peggioramento.

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