18 Ottobre Ott 2018 0911 18 ottobre 2018

Cosa succede al corpo dopo la morte

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Il corpo una volta che cessa di vivere, continua nel suo processo di trasformazione fino ad arrivare ad uno stato di decomposizione.

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Quali sono le tappe del processo di decomposizione

Quando si muore, nonostante il cuore abbia cessato di battere, il respiro si sia interrotto ed il sangue non fluisca più nelle vene, nel corpo avvengono delle trasformazioni.

La prima e più evidente è il colorito della pelle che sbiadisce mano a mano fino a divenire di un colore quasi bianco. Nonostante ciò, anche se la respirazione non c'è più e quindi non circola più ossigeno, nel corpo si verifica un processo anerobico in cui l'anidride carbonica, aumentando all'interno delle cellule, consente anche all'acidità di aumentare.

Questa acidità provoca lo sgretolamento delle membrane cellulari. Le cellule al loro interno custodiscono degli emzimi che una volta fuoriusciti dalla loro originaria sede cellulare, danno inizio al processo digestivo di cellule, tessuti ed organi corporei.

Si verifica così il "rigor mortis", che si presenta come un irrigidimento muscolare a poche ore dal decesso. Il culmine del rigor mortis si verifica nell'arco di 24 ore in cui si verifica il totale raffreddamento della salma. A circa un paio d'ore dalla morte si verifica anche la coagulazione del sangue visibile dal colore bluastro che resta nella pelle.

Cremazione o sepoltura

Se il corpo viene cremato il processo di decomposizione non arriva a compimento, per ovvie ragioni. Nel caso in cui la salma venga sepolta, la decomposizione procede indisturbata.

In questo secondo caso, entrano in campo batteri e microbi che riescono a far liquefare i tessuti e a produrre gas di scarto. Questi gas provocano il rigonfiamento dell'addome ed inizia così il processo vero e proprio di decomposizione che prevede il disintegrarsi dei tessuti e successivamente dello scheletro.

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