24 Ottobre Ott 2018 1259 24 ottobre 2018

Statine cosa sono

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Le statine sono un gruppo di molecole che appartiene alla categoria degli ipolipemizzanti, che servono ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue e dunque a mantenerlo sano.

Queste cellule sono indispensabili per abbassare i livelli dei trigliceridi e del cosiddetto colesterolo cattivo, per aumentare invece i livelli del colesterolo buono, giocando per questo un ruolo molto importante in cardiologia, nel trattamento di numerose patologie, grazie al progressivo rallentamento nella formazione di placche aterosclerotiche e ispessimenti delle pareti arteriose.

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Il funzionamento delle statine

Fondamentalmente le statine aiutano la rimozione delle lipoproteine del colesterolo cattivo che circolano nel plasma del sangue. La loro produzione avviene nel fegato, dove esse inibiscono da subito l’enzima che catalizza le reazioni chimiche alla base della produzione del colesterolo.

Tale inibizione favorisce il compensamento attraverso la produzione del colesterolo buono, che quindi si trova nel sangue in percentuali più elevate. Tale processo non solo abbassa la produzione di colesterolo cattivo, ma velocizza anche lo smaltimento del colesterolo LDL che comunque si trova nel sangue, evitando la formazione di occlusioni arteriose.

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In alcuni casi le statine possono portare benefici anche all’apparato cardiovascolare grazie alla funzione antinfiammatoria e antiossidante. Un potenziamento delle statine può aumentare il colesterolo buono anche del 10% e diminuire i trigliceridi fino al 50%.

Da ultimo, le statine sono state usate in alcuni casi per combattere la demenza, il cancro e la steatosi epatica, anche se si tratta di terapie recenti, che ancora non offrono dati abbastanza sicuri.

In base ai benefici apportati e agli effetti desiderati, le statine si possono dividere in due gruppi:

  • le statine di primo livello, che hanno un effetto meno evidente e abbassano la produzione del colesterolo cattivo con percentuali che oscillano tra il 10% e il 35%;
  • le statine di secondo livello, che hanno un’efficacia decisamente più importante e riducono il tasso plasmatico di LDL di percentuali tra il 38% e il 55%.
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