23 Marzo Mar 2018 2352 23 marzo 2018

Come è morto Lando Fiorini

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Ultima grande voce romana, Lando Fiorini è morto alla fine del 2017, pochi giorni prima di compiere ottant’anni. Il famoso cantante e attore romano, originario di Trastevere, ha allietato per anni il pubblico con pezzi di cabaret e teatro entrati di diritto nella storia del nostro Paese.

Grande amante della propria città d’origine, ha realizzato e cantato uno degli inni più apprezzati dai giallorossi e ha interpretato alcune tra le più conosciute canzoni su Roma, come Semo gente de borgata e Roma in saccoccia.

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La morte di Lando Fiorini

Lando Fiorini è morto il 9 dicembre 2017 all’età di settantanove anni. Sulle sue condizioni e sulla causa del decesso si sa poco e la sua famiglia ha gestito la situazione con riservatezza: il figlio ha semplicemente annunciato la morte del padre, dichiarando che era malato ormai da parecchio tempo.

La sobrietà è stata mantenuta anche in occasione dei funerali ufficiali, a cui hanno preso parte i tanti, romani e non, legati alla figura del popolare cantante romano.

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La carriera di Lando Fiorini

La carriera di Lando Fiorini era iniziata negli anni Sessanta, con la partecipazione al Cantagiro. Al giovane romano viene affidato il ruolo di Serenante in Rugantino di Garinei e Giovannini, un pezzo destinato a diventare uno dei suoi cavalli di battaglia.

Il successo è immediato e seguono numerosi ingaggi tra radio e televisione. Gli anni Settanta e Ottanta sono i più fecondi e Lando partecipa a Canzonissima e Un disco per l’estate. Nel 1964 si sposa con Anna Ghezzi, che gli regala due figli, Francesco e Carola.

Da sempre fan sfegatato della squadra della Roma, Lando Fiorini ha aperto nel 1968 un locale diventato ormai noto, il Puff, a Trastevere nella via dei salumi, dedicato proprio alla capitale da lui tanto amata.

Nel suo locale sono passati tanti nomi importanti, lanciati proprio dall’attore romano, tra cui Enrico Montesano, Leo Gullotta e Lino Banfi. Oggi la gestione del Puff è passata ormai da qualche tempo direttamente nelle mani del figlio Francesco.

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