2 Maggio Mag 2018 1641 02 maggio 2018

Beati gli ultimi perché saranno i primi: significato

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"Beati gli ultimi perchè saranno i primi!!!"

Esclamazione che seppur sembra non seguire il senso comune della giustizia, è utilizzata quotidianamente in modo scherzoso, come una sorta di consolazione nei confronti di chi rimane per ultimo in una determinata situazione.

Ma sono in pochi a conoscerne l'origine e il vero significato.

Da dove nasce questa espressione

L'espressione degli ultimi che saranno i primi allude alla parabola evangelica di Gesù, conosciuta come "parabola dei lavoratori della vigna", presente nel Vangelo secondo Matteo 20,1-16.

La parabola, che mostra le carattestiche del Regno dei Cieli, inizia con una scena molto comune per quei tempi in Palastina, si vedono infatti dei disoccupati che attendono sulla piazza qualcuno disposto ad offrire loro qualche ora di lavoro. Al centro della scena vi è poi il padrone della vigna, che esce più volte nell'arco della giornata in cerca appunto di lavoratori da inviare a lavorare nella sua vigna. Il problema nascerà a fine giornata, quando, tutti in fila per ricevere la paga, si assisterà ad una stessa retribuzione per tutti. Ciò provocherà lo scontento di chi era a lavoro sin dalle prime ore del mattino, che, già nel vedere il padrone iniziare a pagare gli ultimi arrivati, rimarranno perplessi. Alla vista poi di una paga equa la situazione esploderà, e i lavoratori della mattina inizieranno a ribbellarsi.

Al che il padrone, rivolgendosi ad uno di loro dirà:

"Amico, io non ti faccio torto, non hai forse convenuto con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene in quantto io voglio dare a quest'ultimo quanto a te. Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perchè io sono buono? Così gli ultimi saranno i primi e i primi gli ultimi".

Da qui un significato più profondo

Analizzando con attenzione la parabola si può evincere che il padrone della vigna, è metaforicamente immagine di Dio, e che di conseguenza la vigna simboleggia il regno dei cieli. Dunque, dicendo che gli ultimi saranno i primi, si allude al fatto che chi si trova ai piedi di una gerarchia sociale, coloro che non hanno goduto delle gioie terrene e sono stati vittime di disprezzo e maltrattamento, godranno una volta giunti in Paradiso, dove tutti inoltre saranno giudicati senza disparità.

Ma attenzione, la parabola non è da interpretare come se nella vita terrena bisognasse sempre 'porgere l'altra guancia', bensì come un invito ad abbandonare il proprio ego, la propria indole egoista, per elevarsi nel contempo spiritualmente. Una sorta di passaggio dalla mente all'anima.

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