15 Giugno Giu 2018 1230 15 giugno 2018

Come fare la media dei voti

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Ecco arrivati i temuti scrutini di fine anno scolastico, quel traguardo tanto temuto per i risultati, ma tanto amato per la fine della scuola. Durante la fine dell’anno, si cerca di comprendere quali saranno gli esiti finali per ogni materia facendo una serie di previsioni sui voti rimediati, sia dai compiti scritti, che dalle interrogazioni orali.

Determinare un risultato finale dipende spesso da una media dei voti durante il secondo periodo dell’anno: verifiche scritte, interrogazioni, test e quiz a risposta multipla… sono tutte prove che incidono sulla votazione finale.

Per comprendere a quale risultato si andrà in contro materia per materia, è necessario affidarsi a un calcolo matematico utilizzato dalle stesse insegnanti per dare un giudizio equo che rispecchi la propria situazione scolastica. Si usa così una formula matematica, detta media aritmetica, che si ottiene dal totale della somma dei voti portati a casa (scritti e orali) divisa per lo stesso numero dei voti.

Esempio per calcolare la media dei voti

Si suppone che Luigi, un alunno di quarta superiore, abbia ottenuto una serie di voti in matematica durante il corso del secondo quadrimestre, portando a casa un 4 e ½ , un 6, un 3, un 8 ed un 6.
L’andamento è stato molto altalenante e purtroppo le ultime due votazioni positive devono fare i conti con le altrettante insufficienze.

Dalla somma dei voti si ottiene il punteggio di 27 ½ .
Per ottenere la votazione media, si prende il risultato della somma dei voti, ossia 27 ½, e si divide per il numero totale dei voti presi, in questo caso 5.

Cosa si ottiene?
Ecco che il risultato della media dei voti è un 5 e mezzo, votazione non molto lontana dalla sufficienza, ma che comporterebbe un eventuale debito formativo o persino una bocciatura.

Leggi anche "Come recuperare debiti scolastici"

Di seguito la procedura in calcoli: 4 ½ +6+3+8+6=27 ½ % 5= 5,5

Solitamente se si ottiene un numero con decimali minore di 0,5 , si arrotonderà per difetto.
Quindi se il risultato è di 5,4, il voto ottenuto sarà 5.

Diverso invece se il risultato ha un decimale superiore a 0,5; con la media di 5,6 , il risultato molto probabilmente sarà la sufficienza.

Detto ciò, il calcolo della media dei voti è un’operazione elementare, ma è necessario comprendere anche il valore di ogni singolo voto che viene dato proprio dalle insegnanti.
Ad esempio, quanto può valere un 5/6?
Oppure un 7- ?

Di seguito qualche traduzione dei voti in decimali numerici:

  • 6 (sei)= 6,00
  • 5+ (cinque più)= 5,25
  • 5 ½ (cinque e mezzo)= 5,50
  • 5/6 (cinque al sei)= 5,70
  • 6= (sei meno meno)= 5,80
  • 6- (sei meno)= 5,90

Dopo aver scoperto i valori corretti di ogni votazione ed aver fatto la giusta media, il nostro Luigi si trova davanti ad un dubbio esistenziale: un 5,5 che risultato produrrà?
Tutto dipende da moltissimi fattori che condizioneranno la scelta dell’insegnante.
Uno fra tutti, l’impegno durante il corso dell’anno, indispensabile per far comprendere all’insegnante tutti gli sforzi che si sono messi in campo per raggiungere l’obiettivo.
L'impegno purtroppo o per fortuna non è il solo peso da valutare, solitamente vengono tenuti in considerazioni altri fattori se il voto dovesse risultare incerto.

Questi fattori di leva potrebbero essere:

  • l’andamento, crescente o decrescente dell’alunno durante l’anno
  • il comportamento scolastico e l’attenzione in classe
  • le assenze durante le spiegazioni
  • eventuale partecipazione a progetti extra scolastici

Vi è da dire che non tutte le insegnanti si affidano ad altri canoni per formulare dei voti.
Alcuni si basano essenzialmente sulla media matematica, altre invece danno molta più importanza all’impegno dimostrato.

Consiglio: Non fasciarsi la testa prima del previsto e cercare di capire durante l’ultimo periodo in classe quale scelta adotterà la propria insegnante.
Un rimedio facile potrebbe essere quello di candidarsi spontaneamente ad un’interrogazione dell’ultimo minuto, cercando di portare a casa un voto che dimostri l’effettivo merito.
In bocca al lupo!

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