7 Maggio Mag 2018 1552 07 maggio 2018

Come usare Auto Tune

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AutoTune è stato apprezzato da molti, ma anche odiato da altri. Resta comunque un programma per l'audio da utilizzare per modificare l'intonazione. L'hanno usato famosi cantanti rapper e pop ed è stato creato nel lontano 1997 da Antares Audio Technologies per manipolare l'audio, nascondere piccole imperfezioni e ottenere particolari distorsioni della voce.

Si utilizza con il computer ed è ormai famoso come se fosse un semplice microfono, tanto da essere usato anche per cambiare completamente la propria voce e renderla robotica.

Come fare

Per usare Auto Tune occorrre un computer piuttosto potente e con sufficiente spazio libero, un programma audio che sia compatibile e poi si può scaricare Antares.

Scaricare anche AutoTune e installare il relativo software. C'è pure una versione di prova gratuita da usare con le registrazioni oppure si può utlizzare AutoTune con tracce esistenti. A questo punto, è bene registrare un file nuovo applicando AutoTune su qualunque suono, ma si consiglia di fare una prova con la propria voce per conoscere bene le sue funzioni. Quindi:

  • isolare la traccia della voce evidenziando solo alcune porzioni da modificare
  • usare Auto Mode per l'intonazione automatica della voce, impostare la tonalità e preferire il limite di ritorno cioè il tempo entro il quale la nota verrà corretta
  • ora, selezionare "applica" per la correzione della traccia
  • per l'effetto T-Pain mettere un limite basso
  • per un effetto naturale si consiglia di preferire un punto tra 50 e 80 millisecondi
  • per una registrazione limpida e non completamente intonata scegliere "vibrato naturale"
  • usare "modalità grafica" per cambiare le note e le onde sonore
  • creare due tracce e usare due canali del mixer
  • collegare una traccia e registrare nell'altra traccia
  • aprire AutoTune e cliccare "auto"
  • evidenziare le onde sonore da modificare per ottenere il risultato desiderato
  • infine registrare la traccia nell'altra per correggere la voce.
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