5 Novembre Nov 2018 1440 05 novembre 2018

Caldaia a condensazione come funziona

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L'inquinamento crescente, il rispetto per l'ambiente, l'attenzione a non sprecare le risorse naturali e l'innovazione apportata dalle risorse energetiche consentono di utilizzare tecniche e metodologie sempre più attente alla natura.

Tra le varie innovazioni, per quanto riguarda il riscaldamento domestico, è stata introdotta la caladia a condensazione.

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Differenza tra caldaie tradizionali e caldaie a condensazione

La differenza tra queste due diverse tipologie di mezzi di riscaldamento è sostanziale.

Nelle caldaie tradizionali il calore che si produce dalla combustione immette l'energia nell'impianto di riscaldamento, da qui vengono eliminato i fumi di scarico che arrivano a toccare temperature superiori ai 120 gradi centigradi. Inoltre nel processo di combustione si viene a formare anche dell'acqua che si trasforma immediatamente in vapore acqueo che esce dal tubo di scarico disperdendo così calore prezioso per l'abitazione.

Per contro nelle caldaie a condensazione si sono studiati appositi scambiatori di calore in cui fluiscono i fumi di scarico. Questi fumi vengono raffreddati ad una temperatura inferiore rispetto la temperatura di condensazione.

Ne consegue che il vapore acqueo si condensa e l'energia che ne nasce va ad alimentare il calore all'interno delle abitazioni. Dunque il processo di condensazione consente di utilizzare tutto il calore che la combustione produce.

Il gas metano è più vantaggioso

Le caldaie a condensazione sono usate al meglio utilizzando il gas metano in cui si può recuperare il calore latente pari all'11%. Stando alle norme della convenzione internazionale, il calcolo del rendimento delle caldaie si basa sul potere calorifico inferiore.

Utilizzando il processo di condensazione si possono ottenere gradi di rendimento che arrivano al 100% ed anche più.

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