18 Aprile Apr 2019 1636 18 aprile 2019

Non solo millefiori: viaggio (dolcissimo) alla scoperta dei 3 mieli più rari e curiosi

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In tempi antichi, il miele era considerato un bene di lusso e ''cibo degli dei'' e già al tempo degli egizi e degli antichi greci veniva prodotto e utilizzato per le offerte votive. Gradualmente si è fatto largo sulle nostre tavole e oggi è possibile assaporare così tante fragranze di miele che sarebbe impossibile contarle tutte.
Si continuano a sperimentare abbinamenti aromatici oppure coltivazioni monotipo uniche e pregiate. Oltre il classico millefiori, c'è un mondo nascosto di varietà di miele poco conosciute ma ugualmente gustose o dalle proprietà benefiche prodigiose.
Il territorio italiano può vantare alcune produzioni davvero speciali che vanno ad affiancarsi al vasto assortimento del mercato globale. Di seguito vengono proposti alcuni dei mieli più rari e curiosi.

  • Miele di stregonia

Tanto raro quanto difficile da ottenere, il miele di stregonia è antico e trova le sue origini in Asia Centrale e nella zona orientale del Mediterraneo. In Italia è accertata un'esigua produzione solo in Abruzzo ma è spesso impiegato per la produzione di miele millefiori poiché la Sideritis syriaca, la pianta dai cui deriva, cresce rigogliosa principalmente in zone montuose dove è difficoltoso stabilire degli insediamenti di apiari.

Il suo aspetto è molto chiaro, possiede un aroma debole e tende a cristallizzarsi lentamente dopo circa un anno. Viste le sue caratteristiche moderate, non è un miele particolarmente gustoso ma vanta un largo impiego disciolto in tè e tisane: la stregonia è una pianta che possiede elevate proprietà lenitive, le stesse che ritroviamo nel miele da essa prodotto, per questo è usato per alleviare tosse, raffreddori e sinusiti. È un integratore naturale di ferro.

  • Miele al tartufo

Nella produzione italiana, il miele aromatizzato al tartufo ricopre un ruolo di prestigio, ricercato per la sua raffinatezza non solo sul nostro territorio ma anche all'estero. Gli abbinamenti esistenti sono molteplici ma vedono come protagonisti il miele millefiori o quello di acacia nei quali vengono lasciati in infusione i tartufi, neri o bianchi che siano, e conservati in luoghi asciutti affinché l'aroma si sprigioni.

Il sapore e la fragranza del miele al tartufo sono dunque in gran parte decisi proprio dalla varietà di trifola utilizzata. Il miele al tartufo nero ha un gusto e un profumo decisi che si sposano bene con vino rosso e accostamenti a formaggi stagionati o di fossa mentre, per quanto riguarda la miscela con tartufo bianco, dai toni più delicati e meno pungenti, è preferibile un accostamento a formaggi a pasta molle, formaggi piccanti fino ad arrivare al gorgonzola per creare un dissonante connubio tra il dolce del miele e il tipico sapore forte di questo formaggio. Si può acquistare online miele al tartufo su SaporideiSassi.it.

  • Miele di Ulmo e di Manuka

Uscendo ancora dal territorio dei mieli da degustazione, queste due varietà sono affini per le qualità mediche che li caratterizzano. Il primo è originario della cordigliera delle Ande e del Cile mentre il secondo è prodotto unicamente in Nuova Zelanda e piccole aree sud australi.
Il miele di Ulmo presenta un colore puro e dorato con un profumo che ricorda l'anice e note vanigliate. Il miele di Manuka ha sfumature ambrate e una consistenza densa con un aroma pungente.

Ciò che li contraddistingue sono le proprietà antibatteriche e detossinanti: il miele di Ulmo è impiegato per combattere le disfunzioni respiratorie ed alleviare i dolori polmonari oppure come fungicida specialmente contro la candida, un'infezione che affligge il condotto vaginale; il miele di Manuka è invece usato per la cura della pelle, attenuazione di disturbi intestinali e, più recentemente, per il rinnovamento cellulare in soggetti sottoposti a chemioterapia.

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