1 Febbraio Feb 2019 1242 01 febbraio 2019

Perché i parrucchieri chiudono il lunedì

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Nel mondo sempre più globalizzato e sempre meno memore delle tradizioni, è diventato molto più raro, ma fino a qualche anno fa i parrucchieri lasciavano chiuso il loro esercizio di lunedì.

I motivi affondano le radici in un raccapricciante delitto accaduto nella Firenze del XVIII secolo.

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Lunedì 11 giugno 1742

Quello che accadde nella data dell’11 giugno 1742 è tutt’altro che felice: un barbiere fiorentino venne impiccato dinnanzi ad una folla gremita.

Le ragioni di questa esecuzione vanno ricercate nell’omicidio di una prostituta napoletana nel giugno del 1742, il cui corpo fu rinvenuto in via San Cristoforo. La giovane donna, una tale Mariuccia, era stata macabramente sgozzata. Autore del delitto, come scoprirono le forze dell’ordine dell’epoca, fu tale Antonio di Vittorio Giani, barbiere ventiduenne alla Buca dal Portone D’Anna Lena. Antonio aveva ucciso Mariuccia per gelosia tagliandole la gola con un rasoio.

Le indagini riuscirono a risalire ad Antonio grazie ad un vestito della donna che questi aveva portato al banco dei pegni: il mercante, proprietario del banco, ricordò chi glielo avesse portato e in tal modo il barbiere venne arrestato.

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Antonio non ci mise molto a dichiararsi colpevole e dopo aver confessato l’omicidio e il movente, il lunedì successivo, 11 giugno, il giovane barbiere fu impiccato davanti ad un grande pubblico formato per la maggior parte da barbieri, suoi colleghi, che per assistere al raccapricciante evento avevano chiuso la propria bottega.

Da allora, si diffuse l’usanza secondo cui i barbieri e i parrucchieri in generale lasciassero chiuso il loro salone di lunedì.

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