14 Maggio Mag 2014 1042 14 maggio 2014

Quali sono differenze fra 740 e 730

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Vi sono differenze sostanziali tra modello Unico (740) e modello 730, anche se entrambi servono a presentare formalmente al Fisco un resoconto dei redditi percepiti o maturati nell’anno precedente.

Tuttavia, non sono alternative da scegliere a piacimento, vediamo le differenze:

  • Modello 730:

Innanzitutto è più semplice del 740. Quindi, facilità di compilazione e possibilità di utilizzare una procedura più veloce per il rimborso delle imposte a credito tramite il datore di lavoro o l’ente pensionistico quali soggetti sostituti di imposta sono i punti principali.

Il modello 730 può essere utilizzato solo da determinate categorie di contribuenti e in determinate condizioni di reddito, ovvero i pensionati e lavoratori dipendenti, i contribuenti con indennità sostitutive come mobilità, soci di cooperative, sacerdoti, giudici e consiglieri, produttori agricoli. Non spetta al contribuente consegnarlo direttamente all’Agenzia delle Entrate, ma al datore di lavoro/ente pensionistico o, in alternativa, un Caf o professionista abilitato.

Le tipologie di reddito incluse, invece, sono quelle dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, di terreni e fabbricati (anche all'estero), di capitale, di lavoro autonomo senza partita Iva e quelli percepiti da eredi e legatari.

  • Modello Unico o 740:

Il modello di dichiarazione unificato compensativo, o 740, può andara a sostituire o integrare il 730. Come anticipato, si tratta di un modulo molto completo e più complesso, rivolto a coloro che, anche se possono utilizzare il modello 730, scelgono di presentare il modello Unico. L'obbligo è quello di trasmetterlo telematicamente, e non in forma cartacea diretta. Può farlo il commercialista o un Caf competente.

Il 740 è rivolto dunque ai contribuenti fisici con redditi d’impresa, di lavoro autonomo per con partita IVA, cessioni di azienda ed è obbligatorio nel caso si debba presentare una dichiarazione come IVA e IRAP e se non è risieduto in Italia nei due anni precedenti l’anno di presentazione della dichiarazione.

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