20 Maggio Mag 2014 1852 20 maggio 2014

A chi spetta pensione di reversibilità

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La Pensione di Reversibilità o Pensione ai superstiti è un importo di cui beneficia un membro del nucleo familiare – solitamente la moglie – al decesso del lavoratore o pensionato. La pensione di reversibilità è stata introdotta negli anni ’80 per garantire un sostentamento ai coniugi privi di pensione propria. La pensione del coniuge deceduto non passa per intero al beneficiario superstite bensì in parte e nelle seguenti percentuali:

  • 60%, coniuge senza figli a carico;
  • 80% coniuge con un figlio a carico.
Chi sono i beneficiari della pensione di reversibilità?
  • Il coniuge superstite (anche separato, divorziato, escluso il caso in cui l’ex coniuge in vita si sia risposato/a, quest’ultimo avrà diritto a una liquidazione pari a 26 volte l’importo della pensione percepita fino alla data del nuovo matrimonio);
  • I figli (se minorenni, a carico del genitore, disoccupati in età compresa tra i 18 e 21 anni o studenti universitari sotto i 26 anni e figli disabili);
  • i nipoti, che la Corte Costituzionale ha equiparato ai figli legittimati includendoli tra i destinatari della pensione di reversibilità, purché di età inferiore ai 18 anni e a carico del dante causa, anche se non formalmente affidati allo stesso.
  • i genitori (in mancanza del coniuge, dei figli e dei nipoti): con almeno 65 anni di età che non siano titolari di pensione diretta o indiretta e che risultavano a carico dell’estinto fino alla data del decesso;
  • i fratelli celibi e le sorelle nubili (in mancanza del coniuge, dei figli, dei nipoti e dei genitori) inabili al lavoro e a carico del lavoratore defunto.

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