6 Novembre Nov 2013 1018 06 novembre 2013

Che cos’è la pensione di reversibilità

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La pensione di reversibilità è il modo con cui viene definita quella parte della pensione che viene destinata al coniuge al momento del decesso di chi percepiva una pensione di vecchiaia, di anzianità o di inabilità. Naturalmente, vi sono alcune specifiche perchè ciò avvenga, stabilite nella normativa italiana, e che l'INPS verifica siano rispettate ai fini dell'erogazione della pensione stessa.

La pensione di reversibilità viene percepita dal coniuge supersite qualora:

  • non abbia pensione propria
  • non abbia il reddito minimo
Il coniuge ne ha diritto anche se è separato o divorziato. Se il coniuge non ne ha diritto, o è morto, la pensione di reversibilità può essere fruita anche da:
  • figli, se minorenni o studenti o inabili
  • nipoti, se minorenni
  • genitori, con meno di 65 anni di età, non titolari a loro volta di pensioni
  • fratelli e sorelle, se non sposati e inabili al lavoro
Per ottenerla, bisogna fare domanda all'INPS allegando
  • il certificato di morte
  • il certificato di matrimonio
  • lo stato di famiglia
  • dichiarazione dei redditi
  • dichiarazioni sulle detrazioni d'imposta esigibili
  • la modalità con la quale si vuole ricevere il pagamento
  • in caso di separazione, dichiarazione di non avere contratto un nuovo matrimonio
L'importo è determinato in questa maniera: al coniuge spetta il 60% della pensione percepita dal defunto; se ha un figlio, l'80%; se ne ha due o più il 100%. Ci sono delle decurtazioni nel caso in cui lavori.

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