23 Novembre Nov 2018 1033 23 novembre 2018

Coltello santoku a cosa serve

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Il coltello santoku è uno strumento da cucina di tipo professionale. Molti chef lo utilizzano al posto del coltello trinciante alveolato tipicamente occidentale.

Il santoku raccoglie il meglio dell’Oriente e dell’Occidente per facilitare le operazioni in cucina e portarle ad altissimi livelli.

Usi del coltello santoku

Il coltello santoku è molto versatile perché si può utilizzare per sminuzzare, tagliare, disossare e sfilettare. Nella cucina giapponese queste operazioni sono molto frequenti perché sono alla base della preparazione di piatti tradizionali come sushi, sashimi e uramaki. Gli ingredienti principali sono normalmente pesce e verdure finemente sminuzzati o tagliati appositamente, secondo le ricette.

Nella cucina Occidentale il santoku si usa in particolare per passaggi come sfilettare il pesce.

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Caratteristiche del coltello santoku

Questo coltello si compone di una lama in acciaio o ceramica piuttosto larga. Talvolta sono incisi degli alveoli che impediscono al cibo di restare attaccato mentre si taglia. Il manico può essere di diversi materiali quali legno o plastiche dure e resistenti. L’impugnatura è molto pratica e antiscivolo, soprattutto lascia lo spazio per le dita così che queste non tocchino alcuna superficie durante le operazioni di taglio.

È un coltello che letteralmente possiede "3 virtù", ma sembra averne molte di più. La sua estrema praticità, infatti, si ispira al primo destinatario per cui è stato pensato questo strumento ovvero le donne giapponesi.

Ottimi per il taglio dall’alto, questi coltelli giapponesi per chef si trovano in diversi formati con costi variabili che possono raggiungere i 300 euro.

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