27 Luglio Lug 2018 1416 27 luglio 2018

Flebite quando preoccuparsi

  • ...

La flebite è un’infiammazione delle vene dovuta alla presenza di un coagulo di sangue, detto anche trombo, che irrita le pareti della vena e ingrandendosi ostruisce il passaggio del sangue causando anche gonfiore della parte interessata. Nella fase iniziale è spesso indolore, ciononostante è il momento ideale per rivolgersi al medico così che possa intervenire tempestivamente con le terapie più adatte.

La flebite si distingue in 2 tipologie: flebite superficiale e flebite venosa profonda. Lunghi viaggi in aereo, lunghi periodi di inattività, interventi chirurgici, obesità sono solo alcuni dei fattori di rischio.

Primi sintomi della flebite

Dolori alle gambe e gonfiore sono spesso sintomi legati a problemi di circolazione sanguigna.

Leggi anche : "Come migliorare la circolazione del sangue"

D’estate in particolare sono in molti a soffrire di queste problematiche, tuttavia quando si parla di flebite e quando bisogna cominciare a preoccuparsi? Innanzitutto la flebite è un’infiammazione che in genere colpisce uomini e donne da i 50 anni in su. Le gambe sono la parte più colpita, ma può interessare anche collo e braccia. Le vene varicose possono spesso evolvere in flebite specie nelle donne in gravidanza.

I sintomi più comuni sono che la parte interessata dal coagulo diventa rossa, si gonfia, la vena è visibile sotto la pelle ed è dura al tatto. Inoltre, se la parte crea prurito e si ha la febbre potrebbe essere un caso di flebite. Le calze a compressione graduata, tenere sollevate le gambe ed evitare massaggi nella zona possono contribuire ad alleviare eventuali fastidi iniziali o evitare che si aggravi la situazione.

La flebite venosa profonda

Nel caso della flebite venosa profonda la parte interessata può essere colpita da ulcere e scolorimento della pelle.

Se a questo si accompagnano forti dolori e mancanza di respiro o fiato c’è un rischio molto elevato che il coagulo di sangue o embolo abbia raggiunto i polmoni. La conseguenza più grave è l’embolia polmonare che può portare anche alla morte.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso