10 Ottobre Ott 2018 1633 10 ottobre 2018

Manovra per raddrizzare canoa capovolta

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Per gli appassionati di canoa o kayak una giornata trascorsa a pagaiare su un fiume è certamente piacevole ma è importante sapere che, affinché il piacere rimanga tale, godendosi in pieno il piacere che il fiume offre, e non subentri la sofferenza è fondamentale la sicurezza, come peraltro in altre attività sportive e/o ludiche.

E l’aspetto prioritario per la sicurezza è la prevenzione, che porta a considerare in ogni attimo le possibilità di pericolo o di incidente ma anche ad aver ben presente cosa fare nel caso ci si ritrovasse in situazioni difficili, tra cui certamente quella di dover raddrizzare una canoa capovolta.

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Modo più veloce per recuperare l’assetto in caso di rovesciamento

Il modo veloce e più sicuro per recuperare l’assetto in caso di rovesciamento della canoa o del kayak è l’eskimo, una manovra molto rapida che consente di rimanere nella canoa, in modo tale da non dover uscire, svuotarla e poi rientrarci.

Per eseguire correttamente la manovra è necessario cercare di assumere la posizione di partenza prima di rovesciarsi in acqua, senza farsi prendere dal panico, o, in alternativa, una volta capovolti, spostare la pagaia sott’acqua fino ad assumere la posizione corretta, ovvero posta parallelamente alla canoa e con quest’ultima il più possibile piatta.

E’ necessario quindi avvicinarsi il più possibile con il busto alla superficie dell’acqua, piegandosi in avanti e spingere la pagaia più in avanti e lontana dal bordo della canoa.

E’ possibile quindi a questo punto effettuare la manovra vera e propria, ovvero una spazzata rotatoria con la pagaia sulla superficie dell’acqua, disegnando un ampio semicerchio da prua a poppa, che permette di dare una notevole spinta verso l’alto per raddrizzare prima la canoa e poi portare il busto e la testa fuori dall’acqua.

Durante la manovra è molto importante mantenere la corretta inclinazione dal basso verso l’alto della pala, così da creare la forza di galleggiamento che permette al busto di emergere.

Modi alternativi per mettersi in sicurezza

Se non si conosce l’eskimo è comunque necessario mettersi in sicurezza uscendo dalla canoa capovolta. Per far ciò è necessario tirare la maniglia del paraspruzzi liberando così il pozzetto.

Per liberare il bacino e le gambe dall’interno dello scafo si possono appoggiare le mani sul bordo laterale della coperta, appena dietro alla schiena, effettuando poi una spinta dietro-basso con le braccia fino ad estrarre le gambe all’indietro senza piegarle.

Solamente dopo che le gambe sono liberate dall’abitacolo è possibile andare con la testa verso la superficie ed assumere una posizione di sicurezza, stando supini con il corpo parallelo alla corrente e i piedi in avanti rivolti verso valle, appena sotto il livello dell’acqua.

Se la velocità della corrente non è troppo elevata e le condizioni lo permettono è possibile anche portare in salvo la canoa e la pagaia, tenendo quest’ultima con una mano si può procedere a raddrizzare lo scafo e a nuotare verso la riva più vicina tenendo la maniglia di punta.

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