Sport 11 Agosto Ago 2018 1839 11 agosto 2018

La Yamaha si scusa, ma a Rossi non basta

Valentino partirà solo dal quattordicesimo posto a Zeltweg: "Bisogna reagire, servono risultati immediati".

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La Yamaha si scusa, ma a Rossi non basta
“Ci scusiamo per il pessimo rendimento avuto in prova, lavoreremo sodo per migliorare la situazione”. Non capita spesso, nel mondo dei motori, che i vertici di una scuderia ci mettano la faccia per giustificare risultati al di sotto delle aspettative. Fernando Alonso, per fare un nome, “sogna” da tempo che dai piani alti della McLaren gli spieghino le ragioni di un progetto che non decolla, ma intanto, nel mondo delle due ruote, fa effetto l’ammissione dei capi della Yamaha.

La scuderia di Iwata è affondata nelle prove del Gp d’Austria a Zeltweg: undicesimo Viñales, quattordicesimo Rossi, quest’ultimo addirittura fuori dopo il Q1. Scuse inevitabili, quindi, pur “nobili”, ma poco dopo a prendere la parola è stato lo stesso Valentino, che ha apprezzato il gesto, andando però oltre.

'Il Dottore' si è lasciato andare a una lunga analisi del momento, e in generale della stagione, vissuta dalla Yamaha: “Sapevamo che su questa pista avremmo sofferto, ma speravo di fare meglio. Ringrazio Yamaha perché chiedono perdono, ma adesso bisogna reagire e mettere a posto la moto. E’ da più di un anno che sto dicendo cosa deve essere migliorato”.

Il pensiero non può che andare alla prima esperienza di Rossi in Yamaha: “Quando sono arrivato qui la prima volta la situazione era peggiore, ma reagirono investendo molti soldi e persone nel progetto, e nel 2005 ho guidato la migliore Yamaha di sempre. Ora dobbiamo fare lo stesso. Abbiamo una buona elettronica e nulla da invidiare alla Ducati e alla Honda, eppure entrambe ci sono passate davanti molto tempo fa”.

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