L’Italia diserta il vertice tra ministri in Austria

17 Settembre 2018 19.13
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Mentre il vertice di Salisburgo sui migranti appare sempre più in salita e rischia di trasformarsi nell'ennesimo flop, un nuovo fronte di scontro si apre tra Roma e Vienna. Il ministro degli Esteri Enzo Moavero diserterà il prossimo incontro con la sua omologa austriaca per protestare contro la legge allo studio nel Paese sul doppio passaporto ai cittadini dell'Alto Adige di lingua tedesca e ladina. Un'iniziativa che «incrina il clima di fiducia reciproca». Parole dure, affidate a una nota della Farnesina proprio alla vigilia dell'incontro a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte e il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, che si profila dunque più che mai delicato. E non solo per la questione dei passaporti: al termine dell'incontro del 17 settembre a Parigi tra il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere, l'Eliseo ha infatti lasciato trapelare il desiderio di Kurz di non essere equiparato ai populisti come Viktor Orban, «alle politiche condotte in Ungheria e, in certi ambiti, all'Italia». Non esattamente il miglior biglietto da visita alla vigilia di un faccia a faccia.

L'IRRITAZIONE DELL'ITALIA NELLA NOTA DELLA FARNESINA

L'irritazione dell'Italia, del resto, trapela tutta dalla nota della Farnesina che non manca di sottolineare il ruolo di presidente di turno dell'Ue svolto dall'Austria in questo momento. La legge allo studio «risulta difficilmente comprensibile specie se si considera che tutti gli austriaci e tutti gli italiani già condividono la comune cittadinanza dell'Unione europea, status ben evidenziato da un'apposita menzione sulla stessa copertina dei loro passaporto. È pertanto davvero curioso che un'iniziativa di questo tipo sia discussa proprio nello Stato, l'Austria, che assicura pro tempore la presidenza Ue». E conclude ricordando che all'Austria «è stato spiegato ancora una volta che la possibile iniziativa unilaterale appare particolarmente inopportuna, considerate le elezioni in Alto Adige». L'incontro del 18 settembre a Palazzo Chigi è dunque più che mai complicato, anche considerando il clima tra i 27 in vista del vertice e le previsioni sul suo possibile esito. Le tensioni infatti non sono solo al livello bilaterale. Anche tra i 27 non mancano le frizioni, come ha sottolineato proprio Kurz, impegnato in un giro delle cancellerie più importanti in vista del vertice.

«C'è tanta tensione tra i Paesi del Sud, del Nord, dell'Est e dell'Ovest», ha ammesso il cancelliere, proprio mentre fonti europee smontavano punto per punto i principali dossier in materia di immigrazione. Spiegando che a Salisburgo, probabilmente, non ci sarà alcuna svolta. Il refrain è sempre lo stesso: i dati sugli arrivi di migranti nell'Unione attraverso la rotta del Mediterraneo centrale, sottolineano le fonti, si sono notevolmente ridotti, e non ci sono crisi in corso. Per questa ragione non si vede alcuna necessità di far diventare la migrazione un grosso tema al summit. Per questo gli sherpa avrebbero dedicato ben poco tempo alla modifica dei porti di sbarco dei migranti salvati con la missione Sophia, più volte chiesta dall'Italia. Ed è improbabile che si giunga a una decisione. Il vertice, in sostanza, rischia di concludersi con l'ennesimo rinvio, questa volta alla riunione dei ministri degli Esteri. Stesso discorso sui centri controllati nell'Unione, sui quali, spiegano le stesse fonti, c'è ancora molto lavoro da fare.

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