In Italia due milioni di famiglie sono in condizione di povertà assoluta

Redazione
19/10/2023

Nel rapporto dell'Asvis il paese è indietro rispetto ai principali obiettivi dello sviluppo sostenibile dell'Agenza 2030 dell'Onu, con un aumento della disuguaglianza tra ricchi e poveri e una spesa pubblica per sanità e istruzione inferiore alla media europea. A rilento anche la trasformazione digitale ed ecologica.

In Italia due milioni di famiglie sono in condizione di povertà assoluta

Il rapporto L’Italia e gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile, realizzato dall’Asvis (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile), ha evidenziato che l’Italia resta carente rispetto ai principali obiettivi dello sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Due milioni di famiglie sono in condizione di povertà assoluta, un dato che tra il 2015 al 2021 è salito dal 6,1 al 7,5 per cento.

Lo studio ha suggerito che, per consentire all’Italia di attuare l’Agenda 2030, firmata da 193 Paesi delle Nazioni unite, è necessario modificare significativamente le politiche pubbliche, nazionali ed europee, le strategie del settore privato e i comportamenti individuali e collettivi.

Spesa in sanità e istruzione nettamente inferiori alla media europea

Nell’ambito della dimensione economica dello sviluppo sostenibile, dopo la ripresa del biennio 2021-2022 l’Italia presenta ancora alcuni segnali di crescita debole. Secondo lo studio, da noi continua ad allargarsi la disuguaglianza tra ricchi e poveri e la spesa pubblica per sanità e istruzione è nettamente inferiore alla media europea, mentre l’abbandono scolastico è pari all’11,5 per cento e la disoccupazione giovanile è al 23,7 per cento. Inoltre, 1,7 milioni di giovani non studiano e non lavorano. L’occupazione cresce, ma resta forte la componente di lavoro irregolare (3 milioni di unità). Passi avanti sono stati compiuti per l’economia circolare, ma molte imprese mostrano resistenze a investire nella trasformazione digitale ed ecologica. Il Paese necessita di forti investimenti, anche per rendere le infrastrutture più resilienti di fronte alla crisi climatica.

L’Italia registra il 42 per cento di perdite dai sistemi idrici

Quanto ad altre particolarità italiane in tema di dimensione ambientale dello sviluppo sostenibile, solo il 21,7 per cento delle aree terrestri e solo l’11,2 per cento di quelle marine sono protette. Lo stato ecologico delle acque superficiali è “buono” o “superiore” solo per il 43 per cento dei fiumi e dei laghi. Il degrado del suolo interessa il 17 per cento del territorio nazionale e l’80,4 per cento degli stock ittici è sovrasfruttato. L’Italia ha registrato il 42 per cento di perdite dai sistemi idrici, mentre le energie rinnovabili rappresentano solo il 19,2 per cento del totale.