Servirebbe un appello bipartisan contro la guerra civile

Peppino Caldarola

Servirebbe un appello bipartisan contro la guerra civile

Il clima di odio è ormai diventato dominante in Italia. Da destra e sinistra servirebbe un patto di pacificazione per riunire il Paese, lasciando solo a Salvini l'ignobile ruolo di fomentatore di risse fra connazionali.

02 Luglio 2019 09.21
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Ha detto Pier Luigi Bersani che darebbe un cazzotto a quelli che hanno detto a Carola Rackete: «Ti stupro». Questa volta è innegabile che ha parlato a nome di una marea di gente per bene, non solo di gente di sinistra.

Sui social e soprattutto su Facebook si leggono cose orribili. Il collega Fabio Martini ha scritto che il senso delle intemerate di Matteo Salvini è creare proprio un clima di normalità attorno all’insulto, anche il più violento. Si leggono auguri di morte contro chi la pensa diversamente, addirittura molti immaginano di essere loro a provocare queste morti. Uno mi ha scritto che, quando scoppierà la guerra civile, essendo io anziano sarò tra i primi a cadere. Mi ha dato del «cretino», in sovrappiù, ed io lo querelerò. Questo bisogna fare. Li vedete dopo che fanno gli agnellini dicendo di essere brave persone inconsapevoli di aver detto cose tanto feroci.

IN ITALIA IL CLIMA DI ODIO È ORMAI DOMINANTE

C’è in Italia, forse ancora c’è, una legge che può tutelarci dai violenti e allora riempiamo i tribunali di querele e di denunce e mandiamo in campo avvocati che chiedano e ottengano risarcimenti che potremmo destinare a una causa buona. Se saranno condannati dovranno pagare anche se diranno di essere poveri.

È dal gruppo di consulenti informatici di Salvini che partono le infamie che ammorbano i social.

Il tema di fondo è però un altro. Il clima di guerra civile sta diventando sempre più dominante nella vita pubblica italiana. Salvini ha fatto centro. Ha spaccato il Paese e nella certezza che ormai ci siano due Italie che si odiano ha la garanzia che quella che lui ha invitato all’odio lo seguirà fino alla morte. È lui il ministro che sta portando gli italiani alla guerra civile. È dal suo gruppo di consulenti informatici che partono le infamie che ammorbano i social.

SERVIRÀ UNA NORIMBERGA PER CHI HA SPACCATO IL PAESE

Ribadisco la mia convinzione: quando un voto (accadrà, vedrete che accadrà presto!) sancirà la sconfitta politica di Salvinie e dei suoi uomini e donne di mano, ci vorrà per loro una specie di processo di Norimberga. Non si può sfasciare il Paese, portarlo alle soglie dello scontro violento e non pagarne il prezzo. Oggi polizia e carabinieri e magistrati, negli anni trascorsi così solerti contro poveracci e malfattori politici, sono diventati indifferenti davanti a pubbliche minacce di morte.

IL CAPO DELLA POLIZIA PIÙ CHE GLI ITALIANI DIFENDE SALVINI

Perché non è stata arrestata in flagranza di reato la vice-sindaca leghista di Lampedusa, Angela Maraventano, già condannata per reati comuni, che invitava alla violenza contro Carola? Che Paese è questo? Che forze dell’ordine abbiamo, ormai? Ci sono magistrati che sanno contrapporsi al ministro dell’Interno e alle sue squadracce di facinorosi? La colpa grave dell’attuale capo della polizia è di non avere come asse della sua missione la salvaguardia degli italiani, ma solo la salvaguardia del suo ministro, nemico degli italiani.

LA SINISTRA SOVRANISTA CHE STRIZZA L’OCCHIO AGLI XENOFOBI

Ci vorrebbe un appello alla pacificazione che destra e sinistra dovrebbero sottoscrivere lasciando a Salvini questo ignobile ruolo di fomentatore di risse fra connazionali. È possibile che nessuna persona di destra voglia far sentire la propria voce? È possibile che nessuna persona di sinistra abbia il coraggio di mischiare le proprie ragioni con quelle di chi sta nel campo opposto ma ha orrore per il degrado e la violenza?

Stefano Fassina, leader di Patria e Costituzione, movimento di sinistra sovranista.

Sento che in questa battaglia mancano alcune aree di sinistra. Non dirò quali, ma è una delusione vedere quanti, soprattutto giovani uomini e giovani donne, hanno invocato la nascita di un partito di sinistra e oggi siano fuggiti davanti alla battaglia contro la xenofobia e la violenza verso chi soccorre. C’è una sinistra ottusa che pensa la colpa sia dell’Europa e che tutto ciò che va contro l’Europa va bene. Il dialogo con questi settori di sinistra va chiuso immediatamente, meglio Matteo Orfini e Nicola Fratoianni. La discriminante fra noi e loro è la civiltà. Chi odiando l’Europa, sentendosi sovranista, sentendosi molto gauchiste non vuole combattere questa battaglia di civiltà non si presenti poi al tavole di discussione della sinistra. Siete fuori.

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Commenti: 1

  1. Bell’articolo condivisibile, l’unica cosa é che non penso Salvini sia prossimo alla fine, credo sará il nostro Erdogan.

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