Cosa sappiamo del fotoreporter italiano ferito in Siria

11 Febbraio 2019 13.15
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Gabriele Micalizzi, fotografo italiano rimasto ferito l'11 febbraio in Siria, a Sud di Deir el-Zor nella zona di Baghuz, avrebbe perso la vista da un occhio. È quanto riferiscono fonti concordanti in contatto con i familiari di Micalizzi, attualmente ricoverato nell'ospedale militare americano di Baghdad. Micalizzi si trovava nei pressi di Baghuz per documentare l'offensiva curdo-araba, appoggiata dagli Usa, contro l'ultima sacca di resistenza dell'Isis: nella zona sono asserragliate centinaia di miliziani dello Stato Islamico.

MICALIZZI COLPITO AL VOLTO DA SCHEGGE DI UN RAZZO

Secondo le prime informazioni, Micalizzi, 34 anni, milanese, era sul posto per realizzare un servizio con un collega brasiliano che lavora per la Cnn, Gabriel Chaim. Il fotografo è stato subito trasportato d'urgenza nell'ospedale americano nella base militare di "Omar Field" a Nord del fronte. Il fotoreporter, ha fatto sapere il Rojava information center, che fa capo alle forze curdo-siriane, non è in pericolo di vita e potrebbe essere rimpatriato quanto prima. Le fonti curde avrebbero anche spiegato che il reporter è rimasto ferito «da schegge di un razzo» Rpg. Una informazione confermata a stretto giro da Alessandro Sala, del collettivo Cesura Lab, fondato dallo stesso Micalizzi.

Intanto la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine in relazione al ferimento del fotografo. L'indagine è coordinata dal sostituto procuratore Sergio Colaiocco che ha affidato la delega ai carabinieri del Ros per ricostruire la dinamica dei fatti. Si procede per attentato con finalità di terrorismo.

ERA AMICO DI ROCCHELLI, UCCISO IN UCRAINA NEL 2014

Micalizzi è noto a livello internazionale per i suoi reportage di guerra. Diplomato all'Accademia di Belle Arti, si legge sulla sua biografia online, ha iniziato coprendo notizie locali a Milano e successivamente ha focalizzato la sua attenzione sul Medio Oriente ed altre aree di crisi. Le sue foto sono state pubblicate da New York Times, New Yorker, Newsweek, Wall Street Journal e, in Italia, da Espresso, Repubblica, Internazionale e Corriere della Sera. È stato il fondatore del collettivo di fotografia 'Cesura Lab' insieme a Luca Santese e Andrea Rocchelli, ucciso durante la guerra in Ucraina nel 2014.

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