Iva, l’eterna spada di Damocle della clausola di salvaguardia

Giuseppe Rebecca
19/03/2018

Torna d'attualità l’aliquota ordinaria che in 40 anni è quasi raddoppiata. Per il 2018, il congelamento è stato valutato in circa 15 miliardi di euro. Ma senza governo cosa potrà accadere?

Iva, l’eterna spada di Damocle della clausola di salvaguardia

La clausola di salvaguardia per l’Iva, a copertura di eventuali probabili futuri sbilanci delle casse nazionali, è oramai una costante di ogni manovra di bilancio, dal 2014. Ma in questi anni, invece di vedere la cancellazione definitiva della clausola, che di fatto sposta i problemi in avanti, assistiamo a continue modifiche, con differimenti temporali e graduazioni diversificate. Ogni provvedimento normativo ci ha messo del suo; sono state cambiate non solo la decorrenza, ma anche le stesse percentuali. In ogni caso per l’aliquota Iva del 10% si prevede l’innalzamento al 13%, mentre per l’aliquota Iva ordinaria, al momento fissata nella misura del 22%, è previsto l’aumento al 25% (ma un anno era stato previsto anche al 25,9%). In definitiva, si tratta, alla fine, di un aumento del 3% per le diverse aliquote Iva. Pare peraltro difficile trovare una giustificazione alle diverse dinamiche di aumento previsto di anno in anno. Non si comprende infatti perché un anno si prevedono certi aumenti e un altro anno altri aumenti. È ben vero che la relazione tecnica fornisce dei dati, ma si tratta evidentemente di supposizioni non supportate normalmente da fondate analisi.

L’aliquota Iva ordinaria adottata dagli altri Stati membri Ue oscilla dal 17% del Lussemburgo al 27% dell’Ungheria

Per il 2018, il congelamento dell’Iva è stato valutato in circa 15 miliardi di euro. Per memoria, ricordiamo la serie storica riguardante la misura dell’aliquota Iva ordinaria negli anni, in Italia:

  • 1 gennaio 1973: 12%
  • 8 febbraio 1977: 14%
  • 3 luglio 1980: 15%
  • 1 novembre 1980: 14%
  • 1 gennaio 1981: 15%
  • 5 agosto 1982: 18%
  • 1 agosto 1988: 19%
  • 1 ottobre 1997: 20%
  • 17 settembre 2011: 21%
  • 1 ottobre 2013: 22%

Quindi, in oltre 40 anni, l’aliquota ordinaria è quasi raddoppiata. L’aliquota Iva ordinaria adottata dagli altri Stati membri Ue oscilla dal 17% del Lussemburgo al 27% dell’Ungheria. Per quanto riguarda l’aliquota ridotta, invece, si va dal 5% al 18%. L’elenco completo delle aliquote è consultabile a questo link. Queste le norme approvate, a oggi.

Disposizione

Dal

Aliquota 10%

Aliquota 22%

1.

L. 23 dicembre 2014 n. 190, art. 1 comma 718

1° gennaio 2016

12%

24%

1° gennaio 2017

13%

25%

1° gennaio 2018

25,5%

2.

L. 28 dicembre 2015 n. 208, art. 1 comma 6

1° gennaio 2017

13%

24%

1° gennaio 2018

25%

3.

L. 11 dicembre 2016 n. 232, art. 1 comma 631

1° gennaio 2018

13%

25%

1° gennaio 2019

25,9%

4.

D.L. 24 aprile 2017 n. 50 (conv. L. 21giugno 2017 n. 96), art. 9 comma 1

1° gennaio 2018

11,5%

25%

1° gennaio 2019

12%

25,4%

1° gennaio 2020

13%

24,9%

1° gennaio 2021

25%

5.

D.L. 16 ottobre 2017 n. 148 (conv. L. 4 dicembre 2017 n. 172), art. 5 comma 1

1° gennaio 2018

11,14%

25%

1° gennaio 2019

12%

25,4%

1° gennaio 2020

13%

24,9%

1° gennaio 2021

25%

6.

L. 27 dicembre 2017 n. 205, art. 1 comma 2

1° gennaio 2019

11,5%

24,2%

1° gennaio 2020

13%

24,9%

1° gennaio 2021

25%

Il nuovo governo si troverà anche questa spada di Damocle. Si vedrà cosa potrà fare.