Ladro ucciso a Ivrea, per l’autopsia il tabaccaio ha sparato alle spalle

Secondo il medico legale, il 24enne Ion Stavila è stato colpito dall'alto, probabilmente dal balcone. La ferita sul petto sarebbe il foro d'uscita del proiettile.

11 Giugno 2019 14.11
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Un colpo dall’alto, probabilmente sparato dal balcone di casa, ha raggiunto Ion Stavila alle spalle. È morto così il moldavo di 24 anni freddato nella notte tra giovedì 6 e venerdì 7 giugno a Pavone Canavese, vicino a Ivrea, nel corso di un furto a una tabaccheria. Quanto emerge dall’autopsia, eseguita la mattina dell’11 giugno a Strambino dal medico legale Roberto Testi, non combacia con la ricostruzione del tabaccaio, Franco Iachi Bonvin, che non sarebbe sceso in cortile durante il furto e non avrebbe sparato dopo una colluttazione con i ladri.

IL TABACCAIO DI IVREA È INDAGATO PER ECCESSO COLPOSO DI DIFESA

Secondo i primi esiti dell’autopsia, la ferita sul petto del moldavo non è il foro di ingresso, ma quello d’uscita del proiettile. Il ladro sarebbe stato quindi colpito mentre si trovava sul marciapiede, dove è stato trovato già morto dalla polizia. Il tabaccaio, che nel primo interrogatorio in procura si è avvalso della facoltà di non rispondere, è indagato per eccesso colposo di difesa. Nei prossimi giorni sarà di nuovo ascoltato dal procuratore di Ivrea, Giuseppe Ferrando. Per la sera dell’11 giugno, intanto, i commercianti hanno organizzato una fiaccolata di solidarietà con il tabaccaio.

LA PRESA DI POSIZIONE DELLA LEGA

A fianco del tabaccaio s’è schierata la Lega. «La vera vittima di questo episodio è il tabaccaio: a lui va tutta la nostra solidarietà», ha detto il 9 giugno il senatore del Carroccio Cesare Pianasso, a nome dei militanti canavesani del partito. «Sono convinto che lui stesso stia vivendo ore di grande sofferenza per la tragedia che lo ha visto coinvolto. Se il moldavo fosse rimasto a casa sua, a quest’ora sarebbe ancora vivo». Per il senatore «il ‘mestiere’ del ladro o del rapinatore comporta dei rischi ed è assolutamente giusto tutelare chi si difende. Ci auguriamo che l’episodio di Pavone possa rientrare nei termini previsti dalla nuova legge sulla legittima difesa e che il fascicolo aperto dalla procura si chiuda senza conseguenze per il negoziante».

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Commenti: 1

  1. E come era prevedibile, ecco il primo caso. Odio e pistola facile seminato come piovesse dal solito noto, incluso un malinterpretato diritto alla legittima difesa.
    Adesso aspettiamo lo step 2: i ladri che entrano sparando stile film americano. Che se gli USA ci hanno insegnato qualcosa é che, di fronte al rischio di trovarsi di fronte un tabaccaio armato, il ladro spara sempre per primo.

    PS: e il tabaccaio, oltre a pagare le tasse per la polizia (che dipende dal MINISTRO DELL’INTERNO) che dovrebbe proteggerlo, adesso dovrá pagarsi anche un buon avvocato…

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