Chi è Jannik Sinner, la giovane promessa del tennis italiano

Con il match vinto a Roma, ha già stabilito un record di precocità. Poteva sfondare nello sci, ma ha scelto la racchetta. E ora dice: «Tra cinque anni mi vedo molto in alto». Il ritratto.

14 Maggio 2019 09.53
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Si chiama Jannik Sinner la grande promessa del tennis azzurro.

L'italiano più giovane a vincere un match in un Masters 1000, che nel nome di italiano non ha molto, è nato nel 2001 a San Candido, in Alto Adige, regione alloglotta che al nostro Paese ha sempre dato grandi campioni, tant’è che per ben sette volte sono stati altoatesini gli alfieri della squadra azzurra alle Olimpiadi: lo sciatore Gustav Thöni (due volte), gli slittinisti Paul Hildgartner e Armin Zöggeler, la slittinista Gerda Weissensteiner, la sciatrice Isolde Kostner, la pattinatrice Carolina Kostner. Finora però erano soprattutto atleti di sport invernali; principale eccezione il maratoneta Alex Schwazer, medaglia d’oro a Pechino ma poi incappato in una brutta storia di doping.

DAGLI INIZI SUGLI SCI ALLA VITTORIA DI ROMA

Anche Sinner, a dire il vero, avrebbe potuto diventare un nuovo Thöni. Il 17enne Jannik è figlio di un padre cuoco e una madre cameriera in un rifugio della Val Fiscalina, dove d’inverno si arriva solo sugli sci. Lui iniziò a inforcarli a quattro anni, e a sette anni era già campione italiano di slalom gigante per la sua età. Però quel tipo di sport non lo soddisfaceva: «Uno sport in cui la prestazione dura meno di due minuti non mi entusiasma». A otto anni prese dunque in mano la racchetta, a 14 anni decise di lasciare l’Alto Adige per crescere, e a 17 anni, nel primo turno degli Internazionali Bnl d'Italia, all'esordio in un Masters 1000 grazie a una wild card, ha sconfitto, da numero 263 del mondo, lo statunitense Steve Johnson, 29 anni, numero 59 nel ranking Atp, ex numero 21, con quattro titoli all'attivo nel circuito maggiore. Sinner ha vinto in tre set, in rimonta. Sotto 2-5 nel terzo e decisivo set, l’altoatesino ha annullato un match point e ha vinto per 1-6 6-1 7-5.

QUELLE SOMIGLIANZE CON BORG E MURRAY

Ora è atteso da un secondo turno tutto in salita, contro il greco Stefanos Tsitsipas, 20 anni e già numero sette del mondo, volto da copertina – col tedesco Alexander Zverev – di quella nuova generazione di campioni di cui anche Sinner vuole fare parte. Paragonato a Bjon Borg per il modo di andare sulla palla e per il suo approccio mentale alla partita, il ragazzo altoatesino ha un rovescio che ricorda – tra gli atleti contemporanei – quello del britannico Andy Murray, ex numero uno al mondo. Sinner ha le idee chiare. Ha già detto che tra cinque anni si vede «molto in alto». Dopo i successi di Bergamo, Trento, Santa Margherita di Pula e la seconda finale conquistata a livello Challenger a Ostrava, ora punta a giocare con continuità nel circuito maggiore. Per scalare la classifica. E arrivare «molto in alto».

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