Jay, l’insider di Obama

Redazione
29/01/2011

di Alessandro Carlini Al Barack Obama 2.0, la “versione” del presidente americano nata per necessità politica dopo la sconfitta nelle...

di Alessandro Carlini

Al Barack Obama 2.0, la “versione” del presidente americano nata per necessità politica dopo la sconfitta nelle elezioni di midterm, mancava un ultimo tassello per affrontare al meglio la seconda parte del mandato. Una componente fondamentale: l’uomo che intrattiene i rapporti con la stampa.
Un fattore delicato, in un momento in cui l’inquilino democratico della Casa Bianca deve creare una macchina del compromesso capace di dialogare con la maggioranza repubblicana della Camera dei Rappresentanti. Per governare, quindi, è costretto a scendere a patti. Però salvando la faccia, in primo luogo dalle critiche dei media.
L’UOMO DEI SALOTTI BUONI. Per fare questo è necessario un portavoce che conosce bene i giornalisti, che si rivolga a loro da pari e non da addetto stampa. Così è arrivata un’altra faccia nuova nel team di Obama.
Si tratta di Jay Carney, 45 anni, volto noto nei salotti della Washington politico-giornalistica, che prenderà il posto di Robert Gibbs da febbraio (leggi l’articolo sull’abbandono dell’incarico di Robert Gibbs). Fonti della Casa Bianca hanno assicurato che Carney ha passato con successo quello che, nell’ambiente, è definito ‘il provino’ col presidente.

Con Bush sull’Air Force One quell’11 settembre

Dopo una brillante carriera, Carney è attualmente portavoce del vicepresidente Joe Biden. È stato capo della redazione di Washington del settimanale Time, ed era uno dei pochi giornalisti a bordo dell`Air Force One con George W. Bush, l’11 settembre 2001. Laureato a Yale in storia della Russia e dell’Est europeo, è stato spesso inviato all’estero.
STIMATO DAI REPUBBLICANI. Ma chi è veramente la nuova voce della Casa Bianca? Si dice, per esempio, che sia molto bravo a ballare, e che sia imbattibile nei party di Washington, al fianco della moglie Claire Shipman, giornalista dell’Abc. Di sicuro è abile a muoversi negli ambienti della politica della capitale federale, è stimato fra i democratici e soprattutto fra i repubblicani.
In una parola si potrebbe definire come un insider, uno ben inserito in quel mondo della politica che Obama col suo arrivo voleva sconvolgere. Ora invece si è ritrovato addirittura a dover parlare con politici lontani anni luce dal suo pensiero, come i deputati eletti nelle file del Tea party.

Esperto nel cerimoniale di Washington

Per trattare con loro serve qualcuno che conosca tutti i tipi di politici, gli accordi, le alleanze e il cerimoniale. Per questo, un giornalista del calibro di Carney è stata la scelta migliore. A Washington si mormora sul suo conto che, se è riuscito a frenare la lingua sempre pronta alle gaffe del vicepresidente Biden, tutte le porte gli sono aperte.
Fondamentale per la nomina è stata anche la sua esperienza all’estero, e il fatto che conosca molto bene l’eterno amico-nemico rappresentato dalla Russia.
EREDE DI NESSEN. Carney intanto un record l’ha già battuto: è il primo reporter che è passato da una redazione alla Casa Bianca sin dai tempi di Ron Nessen, nominato press secretary del presidente Gerald Ford nel 1974.
Tutti gli altri candidati al posto erano esperti di pubbliche relazioni o opinionisti. Ma a Obama non bastava: voleva arrivare direttamente dalla stanza dei bottoni alle redazioni. Tutto questo in preparazione della corsa elettorale del 2012. Ogni passo falso, ogni dichiarazione sbagliata o travisata, infatti, possono causare l’emorragia di punti cruciali per riconquistare la Casa Bianca.