Stati Uniti, ex informatico della Cia condannato a 40 anni per aver fornito migliaia di documenti riservati a WikiLeaks

Matteo Innocenti
02/02/2024

Joshua Schulte si è reso protagonista della più grande violazione di dati nella storia dell’agenzia Usa: oltre 8.700 i file coperti da segreto passati all’organizzazione fondata da Assange. Ritenuto colpevole di spionaggio e hackeraggio, avrebbe agito per vendetta dopo essere stato trattato male sul posto di lavoro perché non rispettava le scadenze.

Stati Uniti, ex informatico della Cia condannato a 40 anni per aver fornito migliaia di documenti riservati a WikiLeaks

L’ex programmatore della Cia Joshua Schulte è stato condannato a 40 anni di carcere negli Stati Uniti per aver fornito migliaia di documenti riservati a WikiLeaks. Schulte ha inoltre passato all’organizzazione internazionale creata da Julian Assange preziose informazioni riguardanti le capacità cibernetiche della Cia, capace di hackerare gli smartphone e usarli come dispositivi di ascolto.

Stati Uniti, l'ex informatico della Cia Joshua Schulte condannato a 40 anni per aver fornito migliaia di documenti riservati a WikiLeaks.
Joshua Schulte (LinkedIn).

Ha inviato a WikiLeaks 8.761 documenti riservati, catalogati come “Vault 7”

«Schulte ha tradito il suo Paese commettendo alcuni dei crimini di spionaggio più sfacciati e atroci della storia americana, causando danni indicibili alla nostra sicurezza nazionale nella sua ricerca di vendetta», ha dichiarato in una nota il procuratore americano Damian Williams. Schulte ha lavorato dal 2012 al 2016 presso il Center for Cyber ​Intelligence, unità d’elite della Cia che conduce spionaggio informatico contro organizzazioni terroristiche e governi stranieri. Durante questo periodo si è impossessato degli strumenti informatici utilizzati dall’agenzia Usa e, dopo aver lasciato il lavoro, li ha inviati a WikiLeaks insieme a 8.761 documenti riservati, catalogati come “Vault 7” e diffusi poi a partire da marzo del 2017.

L’ex informatico della Cia ha agito per vendetta dopo essere stato trattato male al lavoro

Ciò, hanno detto i pubblici ministeri, «ha danneggiato immediatamente e profondamente la capacità della Cia di raccogliere informazioni straniere contro gli avversari dell’America», ha messo direttamente a rischio «il personale, i programmi e le risorse» dell’agenzia, ed «è costata centinaia di milioni di dollari». Schulte, che è stato dichiarato da una giuria federale di Manhattan, avrebbe agito perché era stato trattato male sul luogo di lavoro, in quanto incapace di rispettare le scadenze: una volta lasciata la Cia, ha messo in atto la sua vendetta. Stando a quanto emerso durante il processo, Schulte ha tentato di trasmettere ulteriori informazioni anche dopo l’arresto, avvenuto nel 2018: ha infatti introdotto di nascosto un telefono in prigione, provando a mettersi in contatto con un giornalista, per poi twittare sugli strumenti informatici della Cia sotto il nome di Jason Bourne, immaginario ex agente della Cia interpretato al cinema da Matt Damon.

Stati Uniti, l'ex informatico della Cia Joshua Schulte condannato a 40 anni per aver fornito migliaia di documenti riservati a WikiLeaks.
Uno sketch del processo a Schulte.

Schulte è stato condannato anche per possesso di materiale pedopornografico

Schulte è stato condannato a 40 anni per spionaggio, hackeraggio, oltraggio alla Corte, falsa testimonianza all’Fbi e possesso di materiale pedopornografico, rinvenuto nel corso di una perquisizione nel suo appartamento. Era già stato giudicato colpevole di diversi capi d’accusa durante tre diversi processi federali che si sono svolti a New York tra il 2020 e il 2023. Schulte, da parte sua, ha sempre negato le accuse, sostenendo di essere un capro espiatorio dei fallimenti della Cia.