Juncker ha già bocciato la Manovra

Juncker ha già bocciato la Manovra

16 Ottobre 2018 10.10
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«Se accettassimo il derapage» previsto dalla Manovra rispetto alle regole europee «alcuni Paesi ci coprirebbero di ingiurie e invettive con l'accusa di essere troppo flessibili con l'Italia», ha detto il presidente della commissione Ue Jean-Claude Juncker in un incontro con la stampa italiana. La dinamica della finanza pubblica italiana «mi dà molte preoccupazioni, ma non abbiamo pregiudizi: ne discuteremo con l'Italia come facciamo con tutti gli altri Paesi».

DI MAIO: «PARLI PURE, HA TEMPO SOLO FINO A MAGGIO»

Pronte sono arrivate le repliche al presidente della Commissione Ue da parte dei vicepremier Di Maio e Salvini. «Juncker oggi dice che l'Eurozona si rivolterà contro tutto questo per mantenere lo status quo che ha causato solo povertà e disoccupazione crescente. A nome di chi parla?», si è chiesto il leader del M5s su Facebook. «Dei vari ministri, del presidente dell'Eurogruppo, del suo partito che l'altro ieri ha fatto il minimo storico alle elezioni in Lussemburgo? Juncker faccia nomi e cognomi di chi davvero prende le decisioni all'interno dell'Ue. Non ci si può attaccare a vincoli ad personam, decidendo in modo scientifico di attaccare un Paese sovrano solo perché quel governo non è simpatico a lui e all'elite di cui fa parte». E ancora: «Noi andiamo avanti con le misure chieste dal popolo. Juncker continui pure a rivoltarsi, gli rimane tempo ancora fino a maggio».

SALVINI: «LA MANOVRA È PASSATA, SI BEVA UN CAFFÈ»

«La manovra italiana è passata. Se ne faccia una ragione e si beva un caffè», è stata la replica del ministro dell'Interno. «Gli sbandamenti», ha detto ancora Salvini, «sono arrivati in questi anni dall'Europa che ha portato precarietà e insicurezza in un intero continente». «Un'Italia che cresce è interesse di tutti tranne forse di Juncker e di pochi altri che ci vorrebbero Paese di conquista, campo profughi o nazione deindustrializzata. Si rassegnino, gli italiani hanno tirato su la testa e quindi ognuno decide a casa sua». Per il leader leghista «siamo un Paese fondatore dell'Europa». «Però», ha aggiunto, «la vogliamo che faccia poche cose fatte bene. Ad esempio difenda i confini».

JUNCKER: «GUARDO AI RISULTATI IN TERMINI DI BILANCIO»

Juncker è stato chiaro sui grattacapi che arrivano all'esecutivo europeo dalla prevista dinamica della finanza pubblica italiana. «Non ho commenti da fare sulle misure contenute» nella Manovra, ma «guardo ai risultati in termini di bilancio e saldo». Il punto è quello di «rispettare gli impegni presi. Quelle dei contenuti è un affare italiano» e «se dicessimo che siamo contro» questa o quella misura «ci attaccherebbero. Giudicheremo senza entrare nei contenuti», ha detto Juncker. «Non bisogna mettere l'Italia sul banco degli imputati» al vertice Ue del 17 ottobre. «Non mi pare una buona idea: c'è tutta una procedura da seguire prima» di porre eventualmente la questione italiana al Consiglio europeo. «Non cominciamo dalla fine», ha detto il presidente della Commissione Ue. «Ho voluto cambiare la griglia di lettura del Patto di stabilità e crescita», ha proseguito, «aggiungendogli una griglia di lettura che rispetta i cicli di crescita propri di ciascun Paese. In seguito agli elementi di flessibilità introdotti nell'applicazione del Patto, l'Italia ha potuto spendere 30 miliardi di più che non avrebbe potuto spendere prima. Noi abbiamo introdotto le clausole di flessibilità per tenere contro delle riforme strutturali, non sufficienti ma comunque fatte, abbiamo tenuto conto della clausola per gli investimenti, abbiamo tenuto conto dei costi dei terribili terremoti che hanno colpito l'Italia e potrei continuare la lista».

«L'EUROPA NON SOPRAVVIVEREBBE ALL'USCITA DELL'ITALIA»

«L'Europa ha bisogno dell'Italia e l'Italia dell'Europa» che non sarebbe più la stessa senza il nostro Paese. Ne è convinto Juncker, il quale ha risposto con un secco 'no' a chi gli ha chiesto oggi se pensa che l'Europa potrebbe sopravvivere all'uscita dell'Italia. Juncker ha ricordato poi come recenti sondaggi abbiano indicato che la maggioranza degli italiani sia favorevole all'appartenenza dell'Italia all'Eurozona. «Dire che sono contro l'Italia è una menzogna, una stupidaggine», ha detto Juncker ricordando che fin dai tempi della conferenza intergovernativa per la preparazione del Trattato di Maastricht ha «sempre resistito alle istanze di alcuni Paesi che non volevano l'Italia nell'euro fin da subito». «Ho fiducia nell'Italia», ha sottolineato Juncker, «ha sempre saputo rispondere ai problemi, a modo suo, con il 'genio' italiano».

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