Kaczynski: rapporto russo ridicolo

Kaczynski: rapporto russo ridicolo

12 Gennaio 2011 15.30
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L’ex primo ministro polacco Jaroslaw Kaczynski, fratello del presidente Lech Kaczynski morto nella sciagura aerea del 10 aprile 2010 a Smolensk, in Russia, ha duramente criticato il rapporto presentato il 12 gennaio a Mosca sulle cause dell’incidente costato la vita anche alla moglie dell’ex capo di Stato Maria e a 94 alti funzionari polacchi.
Il gemello di Kaczynski ha affermato che è una presa in giro e che contiene tesi unilaterali e senza prove. «Il rapporto è una presa in giro della Polonia», ha detto Kaczynski, leader del partito conservatore Diritto e Giustizia (Pis), aggiungendo che se le tesi del rapporto fossero verosimili e le colpe fossero solo dei piloti, «si sarebbe trattato di un volo di suicidi».
Respingendo tale eventualità, Kaczynski ha sottolineato che il documento russo non risponde a molti quesiti, per esempio sul contenuto dei colloqui fra gli operatori dell’aeroporto di Smolensk e i responsabili militari a Mosca.
Kaczynski, presentatosi alle ultime presidenziali e  ha criticato anche il governo polacco per le omissioni nelle indagini sulla sciagura e ha annunciato che il suo partito presenterà in Parlamento una bozza di dichiarazione in cui si respingeranno gli argomenti del rapporto.

Ricostruzione controversa

Secondo i risultati dell’inchiesta illustrati in un’affollata conferenza stampa dal capo del Comitato intergovernativo russo per l’aviazione (Iac), Tatiana Anodina, le pressioni sui piloti da parte di alti funzionari polacchi, tra cui il presidente Lech Kaczynski e il comandante dell’Aeronautica, insieme con la scarsa preparazione dei piloti stessi che non hanno voluto seguire i consigli di controllori di volo russi.
La relazione non differisce molto dalla bozza consegnata qualche mese fa alla Polonia e respinta a metà dicembre da Varsavia come «inaccettabile», in cui sostanzialmente si attribuiva la responsabilità dell’incidente ad un errore dei piloti.
IL RUOLO DELL’EX PRESIDENTE. L’elemento di novità è rappresentato dal ruolo del presidente e del comandante dell’aeronautica polacca. Secondo il rapporto, i piloti temevano le reazioni di Kaczynski nel caso in cui fosse stato necessario atterrare in un aeroporto diverso da quello Smolensk. Inoltre, il comandante dell’aeronautica polacca, che si trovava nella cabina di pilotaggio e nel cui sangue sono state trovate tracce di alcool, avrebbe esercitato pressione psicologica sui piloti.
«La presenza nella cabina di alti responsabili e una reazione negativa da parte del presidente Kaczynski sono stati un elemento di pressione psicologica sui piloti, condizionando la loro decisione di atterrare nonostante le cattive condizioni atmosferiche», ha spiegato Tatiana Anodina, capo del comitato russo che ha stilato il rapporto.
La sciagura è stata causata, secondo la relazione, anche da una preparazione insufficiente dei piloti e, in particolare, dalla mancata decisione di effettuare un atterraggio di emergenza in un altro aeroporto, nonostante gli avvertimenti dei controllori di volo russi sulle cattive condizioni meteo. In base alla ricostruzione russa, i piloti hanno ignorato sia i controllori sia gli avvertimenti del sistema di emergenza automatico che segnalava “pull up”, “risalire”, poco prima dello schianto.

La ricostruzione audio e video

Di seguito la ricostruzione video della sciagura presentato dallo Iac russo: vi si ricostruiscono gli ultimi minuti prima dello schianto con le voci dei piloti  in cabina registrate dalla scatola nera e le comunicazioni del comandante dell’aereo con i controllori di volo dell’aeroporto Severny di Smolensk. I commenti dell’equipaggio riportati riguardano le condizioni di volo e i suoi sviluppi, in modo da giustificare le conclusioni degli inquirenti: la combinazione della pressione sentita dall’equipaggio per l’alto profilo dei passeggeri, sommata alla mancanza d’esperienza dei piloti del Tu-154 hanno portato al disastro.

 

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