Russia, l’oppositore Kara-Murza è stato trasferito in una cella di isolamento

Redazione
30/01/2024

Il giornalista condannato a 25 anni per alto tradimento e diffusione di notizie false sulla guerra in Ucraina dovrà restarci per quattro mesi. Da venerdì 26 gennaio non si avevano più sue notizie.

Russia, l’oppositore Kara-Murza è stato trasferito in una cella di isolamento

L’attivista dell’opposizione russa Vladimir Kara-Murza, che sta scontando una condanna a 25 anni per alto tradimento e per aver diffuso notizie false sulla guerra in Ucraina, è stato trasferito in una nuova colonia penale e posto in regime di isolamento. La notizia, confermata da Novaya Gazeta, arriva dopo che i familiari del giornalista avevano denunciato il suo trasferimento dalla colonia penale di massima sicurezza IK-6 nella regione di Omsk, a circa 2.700 chilometri a Est di Mosca, in una località sconosciuta. «Venerdì, senza alcun preavviso, sono stato chiamato davanti alla ‘commissione’ per un’altra ‘violazione dolosa’ perché non mi sono alzato al comando ‘Alzati’», avrebbe scritto l’attivista alla sua avvocata Maria Eismont. «Hanno deciso di trasferirmi in una cella di isolamento», ha aggiunto. Kara-Murza, 42 anni, ora dovrà trascorrere quattro mesi in cella singola ma, come ha riferito alla legale, «la data potrebbe cambiare in caso di nuove punizioni».

La condanna a 25 anni di carcere per alto tradimento e diffusione di notizie false sull’esercito russo

L’oppositore di Vladimir Putin, vicepresidente di Open Russia, la Ong fondata dall’ex oligarca russo Mikhail Khodorkovsky, ora si trova nella colonia IK-7 ed è stato condannato nell’aprile 2023 a 25 anni di carcere per alto tradimento e per aver diffuso dati falsi sull’esercito russo. Si è sempre dichiarato innocente. Prima della sentenza, aveva trascorso un anno in custodia nonostante i problemi di salute. I suoi avvocati e la famiglia avevano reso noto che la sua salute era peggiorata in prigione poiché soffre di una condizione nervosa chiamata polineuropatia a causa di due tentativi di avvelenamento quasi fatali nel 2015 e nel 2017.