Secondo le indagini il cantante dei Prodigy «si è impiccato»

11 Marzo 2019 13.00
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Keith Flint dei Prodigy «si è impiccato». È questa la conclusione della polizia britannica sulla base degli accertamenti preliminari di medicina legale rispetto alle cause della morte del cantante e ballerino trovato senza vita il 4 marzo 2019 a 49 anni nella sua residenza dell'Essex, nel Sud dell'Inghilterra. Il suicidio era stato evocato fin da subito dai media del Regno Unito e da altri componenti della band. La coroner incaricata del caso, Caroline Beasley-Murray, si è riservata comunque di presentare un rapporto aggiornato il 23 luglio. Non sono ancora noti del resto gli esiti dell'esame tossicologico disposto sul corpo della vittima per identificare eventuali tracce di droga o di abuso di farmaci e alcol. Flint, assurto alla notorietà internazionale con i Prodigy negli Anni 90, aveva alle spalle una storia di tossicodipendenza.

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A MAGGIO 2019 ERA IN PROGRAMMA UN TOUR

I Prodigy erano ancora molto attivi, soprattutto sul palco dove Flint continuava a comportarsi come se stesse ballando "sottocassa" a un rave. A novembre 2018 era uscito il nuovo album, No Tourist, titolo di ispirazione punk, che conteneva anche un pezzo scritto da Flint, Champions of London. A maggio era in programma un nuovo tour. Nessuno aveva pensato che Keith Flint si sarebbe tolto la vita così all'improvviso.

IL DIVORZIO CON LA MOGLIE E LA DEPRESSIONE

Stando ad alcune indiscrezioni riportate dal Sun, su Keith pesava una situazione famigliare delicata: pare si fosse separato ormai da molto tempo con la moglie Mayumi Kai e i due stavano per porre definitivamente fine al loro matrimonio procedendo con il divorzio. Proprio a causa di tutto ciò il cantante avrebbe messo in vendita la villa dell’Essex. Per questo complicato quadro privato il cantante dei Prodigy avrebbe sofferto neli ultimi mesi prima della sua morte anche di depressione.

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