Marco Lupis

Il duo Xi-Kim e lo show della morte della democrazia

Il duo Xi-Kim e lo show della morte della democrazia

Il dittatore nordcoreano ha trovato un nuovo partner per il teatro dell’orrore e il palcoscenico della propaganda.

21 Giugno 2019 14.24

Like me!

Due “vecchi amici” che forse non sapevano neppure loro di esserlo, si stanno incontrando in questi giorni in un paese lontano. Un “Regno eremita”, dispotico e anche un po’ distopico, dalle atmosfere fortemente orwelliane. Non sono due amichetti qualsiasi: si tratta nientedimeno che del presidente/”sovrano” ereditario della Corea del Nord, Kim Jong-un e del presidente/”imperatore” eletto della Cina, Xi Jinping, in visita ufficiale a Pyongyang.

Il presidente cinese Xi Jinping a sinistra viene accolto a Pyongyang dal leader nordcoreano Kim Jong Un il 20 giugno 2019.
(GREG BAKER/AFP/Getty Images)

Tutti li conosciamo come “Kim” e “Xi”, ma siccome il galateo asiatico prevede che si declini il cognome prima del nome, volendo rivolgerci a loro familiarmente dovremmo chiamarli coi loro nomi propri, “Jong-un” e “Jinping”. Così, tuttavia, forse sarebbe troppo confidenziale. Meglio continuare a chiamarli con il nominativo di famiglia e non esagerare con la vicinanza: eccola, dunque, la coppia “Kim & Xi”.

XI E KIM SI ASSOMIGLIANO

I due si assomigliano per moltissimi aspetti. Anche nel “tipo fisico”. Entrambi “rotondetti” e dall’aspetto apparentemente innocuo e persino simpatico, Kim ricorda il cantante di Gangnam-style, ma più inquietante. Xi assomiglia vistosamente a Winnie-the-Pooh, ma a differenza dell’orsetto – divora miele, a nessuno viene voglia di coccolarlo. Anzi, è piuttosto temuto.

IN COREA DEL NORD UN INCONTRO STORICO

La visita del presidente a vita cinese, alias imperatore della nuova superpotenza mondiale, in Corea del Nord, è un evento storico. In effetti il duo “Kim & Xi” si era già esibito in precedenza sui palcoscenici internazionali, quando “rocket-man” era andato – per ben due volte – a trovare l’orsetto che vive nella Città Proibita. Il quale però, da quando è diventato l’uomo più potente della Cina – e ormai anche del mondo – non era mai andato a trovare l’erede della dinastia dei Kim nel suo Regno eremita (isolato del mondo per imposizione dittatoriale, ma tant’è).

IL FALLIMENTO DELLO SHOW CON THE DONALD

Rocket-man ci aveva provato, a formare una coppia comica con un altro personaggio dei fumetti, Trump alias The Donald, ma i due – come si dice in gergo teatrale –«non si sono presi». Malgrado gli sforzi, sia nello spettacolo di Singapore che in quello di Hanoi, non si è visto quell’affiatamento che deve esserci in ogni sodalizio che si rispetti. Da Cochi e Renato a Tom e Jerry, per capirci. Niente da fare, il pubblico ha accennato a qualche risolino, e loro ce l’hanno anche messa tutta. Ma la “scintilla” del palcoscenico non è scoccata. Per questo ora Kim ci riprova con Xi. E le probabilità di successo sono enormemente maggiori, già lo si capisce da questa visita.

DAL BOIA AI CAMPI DI DETENZIONE: UN CANOVACCIO COMUNE

Rocket-man è la “spalla” perfetta per l’indiscusso protagonista del duo, l’orsetto Xi. Come ho detto, i due hanno più cose in comune di quanto uno spettatore poco attento possa pensare. Entrambi governano in modo assolutamente autoritario i rispettivi Paesi, reprimendo il dissenso senza pietà. Kim i dissidenti li fa far fuori subito, oppure lascia che crepino rinchiusi in qualche campo di concentramento, come quello famigerato di Yodok. Xi può contare su una rete collaudata di Laogai, i vecchi «campi di rieducazione attraverso il lavoro» di maoista memoria, che non hanno smesso di funzionare a pieno regime in Cina. Anche quando si tratta di far lavorare il boia i due sono in perfetta sintonia: l’unica differenza è che i condannati a morte, migliaia e migliaia in entrambi i Paesi, nel Regno di Kim spariscono nel nulla, in quello di Xi si inginocchiano su un palco, aspettando la pallottola alla nuca.

LA GRANDE MURAGLIA DELLA CENSURA

L’ineffabile duo recita in perfetta sintonia anche quella parte dello show che riguarda la censura. Sulla parte del copione che riguarda internet, poi, sono entrambi maestri indiscussi. Al paese suo, rocket – man ha fatto una scelta più radicale: niente internet. O meglio, a quei 22 milioni di fessi, affamati, imprigionati e isolati dal mondo dei suoi sudditi, gliene ha dato uno finto: sembra vero, ma funziona solo dentro lo Stato. Per Xi è stato più difficile, lui ha molti più sudditi da controllare, parliamo di quasi un miliardo e mezzo di persone, da cercare di tenere a tutti i costi nell’ignoranza di ciò che accade in quella parte di mondo infettato dalla depravazione occidentale chiamata “democrazia”. Quindi l’orsetto Xi ha messo in piedi un sistema più sofisticato, il Grande firewall”, che blocca all’istante le ricerche “pericolose” sul web. Il resto – siti porno e altre cose innocue – i suoi sudditi cinesi, volendo, riescono pure a vederli. Il porno è democratico? Boh?

A XI GLI ONORI, A KIM LE PRESE IN GIRO: QUESTIONE DI PORTAFOGLIO

Anche se tra loro Kim e Xi si assomigliano tanto, molti capi di Stato occidentali, pur “infettati” – a parole – dal quel cancro che il duo odia tanto, la democrazia appunto, non sembra si siano resi veramente conto di quanto i due siano simili. In realtà, la coppia comica – che comica non è per nulla, alla fine – in una cosa sicuramente non si assomiglia. Nel portafoglio. Quello di Kim (o meglio, quello del suo Paese, perché è vero che mentre i nordcoreani fanno la fame lui e il suo entourage mangiano aragoste) è desolantemente vuoto. Invece quello di Xi è pieno, addirittura strapieno di soldi. Pronto a elargirne a destra e a manca. Con tutti quei soldi si è già comprato l’Africa, buona parte del Sud Est asiatico, il debito pubblico di The Donald e sta facendo una campagna acquisti assai aggressiva anche da noi in Europa. Sarà per questo che, anche qui da noi in Italia, Winnie-Xi lo accogliamo con tutti gli onori, mentre diamo del pazzo “sparamissili” al “povero rocket man”?

IN SCENA LA MORTE DELLA DEMOCRAZIA

La musica non è finita, purtroppo. E gli attori non se ne vanno. Anzi, se va avanti così, l’orrendo spettacolo messo in scena dal duo, che ogni sera porta sul palco la morte della democrazia, della libertà e dei diritti fondamentali, in cambio di promesse di benessere economico per tutti, finiremo per ritrovarcelo anche nei nostri teatri e sulle nostre televisioni. A reti unificate. Senza neanche essercene resi bene conto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *