Gli Usa intensificano la raccolta di informazioni sulla sorella di Kim Jong Un

Marco Lupis
29/04/2020

Per gli osservatori è Kim Yo Jong la più probabile candidata alla successione del fratello. Ma la linea di sangue potrebbe mettere in gioco anche lo zio del leader nordcoreano. Intanto la Cia è in grande attività per capire lo scenario del “dopo-Kim”. Mentre Seul nega ci siano cambiamenti in vista a Pyongyang.

Gli Usa intensificano la raccolta di informazioni sulla sorella di Kim Jong Un

Tra le notizie contrastanti che inseguono di ora in ora sulla salute del leader nordcoreano Kim Jong Un, tra cui la possibilità che sia già morto o prossimo al decesso, i servizi di intelligence americani sono in grande attività per cercare di ottenere informazioni tempestive sulla situazione e su cosa potrebbe accadere a Pyongyang nello scenario del “dopo-Kim”. Sebbene non vi siano prove chiare che il leader nordcoreano sia davvero malato o addirittura morto, l’intelligence statunitense sta intensificando la raccolta di informazioni sulla sorella, Kim Yo Jong, come ha dichiarato a un quotidiano giapponese Bruce Klingner, che ha trascorso 20 anni lavorando presso la Central Intelligence Agency – la Cia – e la Defence Intelligence Agency (Dia) ed è ora ricercatore senior per il Nord-Est asiatico presso il think tank della Heritage Foundation, con sede a Washington.

Klingner ha affermato che la Cia effettua «analisi di leadership», separate «dall’analisi politica» più generale di un Paese, per cercare di capire in anticipo quali possano essere – per esempio nel caso specifico della Corea del Nord – i passi successivi a una eventuale uscita di scena di Kim Jong-un. «La Cia raccoglie da sempre informazioni sulla famiglia Kim», ha affermato Klingner. «Non si tratta solo di informazioni politiche e istituzionali, ma anche del comportamento privato di ciascun individuo».

L’esperto americano a ha anche osservato che questioni come l’uso di farmaci, l’abuso di droghe, il temperamento, la fiducia in sé stessi e le tendenze ad agire in modo “impetuoso” o “riflessivo”, rientrano tutte tra le specifiche da analizzare, per l’intelligence Usa. «La Cia sta verificando, tra l’altro, quanta effettiva influenza abbia la giovane Kim Yo Jong sull’apparato di governo nordcoreano e in che modo i burocrati al potere a  Pyongyang – il “cerchio magico” dei fedelissimi della famiglia Kim – siano o meno disposti ad appoggiare e legittimare la sua eventuale leadership», ha detto.

LA COREA DEL NORD RESTA UN PAESE IMPENETRABILE

L’apparizione della sorella di Kim Jong-un alle Olimpiadi invernali tenutesi a Pyeongchang, in Corea del Sud, nel febbraio 2018, ha rappresentato un segnale molto chiaro per la comunità internazionale, secondo Klingner. «I funzionari più anziani si sono chiaramente ritirati in buon ordine, per lasciare a lei la ribalta», ha detto. Ma Klingner ha anche descritto la Corea del Nord come uno degli obiettivi più difficili, per i servizi americani, su cui ottenere informazioni. «Quando sono passato dalla copertura dell’Unione Sovietica alla Corea del Nord, i sovietici sembravano un libro aperto rispetto a Pyongyang», ha detto.

La Corea del Sud ha sufficienti strumenti di intelligence per affermare con sicurezza che non ci sono sviluppi insoliti a Pyongyang

Il ministro dell’Unificazione della Corea del Sud, Kim Yeon-chul

Malgrado il governo sudcoreano abbia più volte ribadito, negli ultimi giorni, di non essere a conoscenza di alcuna «attività straordinaria» in Corea del Nord (eufemismo diplomatico pe riferirsi ad eventuali segnali di un imminente cambio di leadership) non è riuscita a dissipare le voci alimentate da un rapporto della Cnn della scorsa settimana, che affermava come Kim fosse in «grave pericolo di vita». Il ministro dell’Unificazione della Corea del Sud, Kim Yeon-chul, ha detto nel corso di un incontro riservato che «la Corea del Sud ha sufficienti strumenti di intelligence per affermare con sicurezza che non ci sono sviluppi insoliti a Pyongyang»

Da sinistra, Kim Jong Un e la sorella Kim Yo Jong.

«Kim Jong Un è vivo e vegeto», ha dichiarato a Fox News, domenica, Chung-in Moon, consigliere per la Politica estera e la sicurezza del presidente Moon Jae-in. «Si trova nella zona di Wonsan dal 13 aprile». Tuttavia, diverse fonti diplomatiche nella Corea del Sud hanno indicato che è molto probabile che Kim soffra di problemi di salute di qualche tipo, anche molto seri.

LA SORELLA YO JONG LA PIÙ QUOTATA PER LA SUCCESSIONE

La dinastia Kim trae la sua legittimità dalla «linea di sangue del Monte Paektu» – il lignaggio familiare che collega direttamente Kim Jong Un e i suoi fratelli con il loro nonno, il “padre della patria” Kim Il Sung,. Se Kim Jong Un sarà impossibilitato a guidare la nazione – non necessariamente perché morto, ma anche soltanto perché in condizioni di salute che glielo impediscano – gli esperti dell’intelligence Usa ritengono che lo scenario più probabile sia il passaggio a un sistema di leadership collettiva, incentrato appunto sulla sorella, Kim Yo Jong, il n. 2 di fatto. Preferita dal suo defunto padre, Kim Jong Il, Kim Yo Jong è cresciuta alla scuola del “maestro della propaganda nordcoreana” Kim Ki Nam, secondo il Financial Times. Il suo profilo globale è cresciuto in modo significativo quando è stata inviata alle Olimpiadi invernali, diventando il primo membro della famiglia Kim al potere a visitare il Sud, dalla Guerra di Corea. Ha anche accompagnato suo fratello a Singapore nel 2018 e poi in Vietnam l’anno successivo per i due vertici di Kim Jong Un con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Kim Yo Jong – alla quale resta l’unico handicap di essere una donna in un Paese di mentalità maschilista – ha comunque consolidato il suo potere

Kim Yo Jong – alla quale resta l’unico handicap di essere una donna in un Paese dove la mentalità maschilista è ancora ampiamente diffusa e legittimata – ha comunque consolidato il suo potere in modo significativo negli ultimi tempi. È stata confermata quale membro supplente del Politburo del Partito dei lavoratori al potere, l’11 aprile scorso, e si ritiene che sia stata recentemente trasferita in una posizione che le consente di sovrintendere alle strategie del partito e alla raccolta di informazioni. Ma i conoscitori più al corrente della realtà nordocoreana ritengo che le riesca ancora difficile mantenere una presa salda sull’esercito, proprio a causa del suo essere donna.

ANCHE LO ZIO KIM PYONG IL TRA I PAPABILI PER PRENDERE IL POTERE

Alcuni osservatori non escludono nemmeno la possibilità che – con la scomparsa o l’inabilità di Kim Jong-un – il potere possa passare allo “ziastro”, Kim Pyong-il. Il 65enne Pyong-il è il fratellastro più giovane del loro padre, il defunto “Caro leader” Kim Jong Il, e in precedenza aveva lavorato come ambasciatore della Corea del Nord nella Repubblica Ceca, rientrando stabilmente nel suo Paese d’origine, per la prima volta dopo oltre trent’anni, solo alla fine dell’anno scorso. I tre figli di Kim Jong Un sono troppo giovani per subentrare direttamente sul “trono” di Pyongyang, tenuto conto che il maggiore a solo 10 anni. Il fratello maggiore di Kim Jong-un poi, Kim Jong Chul, si è tenuto fuori dai circoli di potere di Pyongyang da molto tempo, e non appare disponibile – e tantomeno “papabile” – alla successione di Jong-un.

I grattacieli di Pyongyang.

L’agenzia di stampa Reuters ha riferito venerdì 24 aprile che la Cina aveva inviato un team medico nel Nord per fornire consulenza, citando tre persone che avevano familiarità con la situazione. La notizia è stata vista come la conferma che Kim Jong-un fosse stato sottoposto a chirurgia cardiovascolare e i medici cinesi fossero andati a Pyongyang per cercar di rianimarlo. A sostegno del rapporto Reuters, 38 North, un sito web con sede a Washington che monitora con attenzione ciò che accade in Corea del Nord, sabato 25 aprle aveva pubblicato alcune immagini satellitari commerciali che mostravano un treno che si ritiene appartenga a Kim, in una stazione ferroviaria di Wonsan, nei pressi di uan delle “residenze estive” di Kim Jong-un.

INTANTO SI LAVORA A UN COLLEGAMENTO FERROVIARIO TRA NORD E SUD

Nel frattempo il Rodong Sinmun, quotidiano “governativo” di Pyongyang (dove non esiste la stampa libera e indipendente, bisogna ricordarlo) mantiene un assoluto silenzio sulle condizioni di Kim. Ma i media ufficiali non hanno nemmeno fornito alcuna notizia sulla sorella Kim Yo Jong , ormai dal 12 aprile scorso, legittimando in questo modo le speculazione secondo le quali si starebbe lavorando segretamente per preparare il dopo-Kim, tra incertezze  e faide interne per la successione. Nel bel mezzo di questo caos informativo e politico, la Corea del Sud ha tenuto una cerimonia, lunedì 27 aprile, per inaugurare ufficialmente «la posa della prima pietra» di un progetto ferroviario Nord-Sud, due anni dopo lo storico vertice tra il presidente sudcoreano Moon e Kim Jong Un: un collegamento deciso proprio in quella occasione. La costruzione dovrebbe iniziare alla fine del 2021.

Il presidente sudcoreano Moon ha espresso la speranza di riprendere al più presto la cooperazione bilaterale

La Dichiarazione di Panmunjom, firmata dai due leader al vertice del 2018, prevedeva appunto il ricollegamento dei paesi su rotaia e su strada, oltre a diversi altri obiettivi, tra cui la dichiarazione formale della fine della guerra di Corea. Sembra che proprio la mancanza di progressi nell’attuazione della dichiarazione – in parte a causa di un vertice fallito tra Kim e Trump – abbia accentuato la sfiducia di Kim Jong-un verso Seul. In realtà un collegamento ferroviario tra i due Paesi sarebbe impossibile, ora come ora, perché violerebbe le sanzioni delle Nazioni Unite, ma il presidente sudcoreano Moon ha espresso la speranza di riprendere al più presto la cooperazione bilaterale, dicendo che «scopriremo cosa possiamo fare nonostante le sanzioni e lavoreremo incessantemente per attuarlo». Non ha detto però quello – ed è quello che tutto il mondo in questo momento vorrebbe sapere – se si aspetta di «riprendere a lavorare» con Kim Jong-un, o col suo successore.