King Giulio

Redazione
13/10/2010

di Lorenzo Berardi L’evoluzione e le circonvoluzioni dello scenario politico italiano continuano ad appassionare la stampa britannica. Vista anche la...

King Giulio

di Lorenzo Berardi

L’evoluzione e le circonvoluzioni dello scenario politico italiano continuano ad appassionare la stampa britannica. Vista anche la momentanea indisposizione di Silvio Berlusconi, a seguito dell’intervento al polso sinistro al quale il presidente del Consiglio si è appena sottoposto, ci si chiede come e se il governo riuscirà a completare i cinque anni del proprio mandato.
L’edizione del 13 ottobre del Financial Times ha fatto la panoramica di una situazione politica italiana che il pubblico inglese fatica a seguire e comprendere appieno. Fra Londra ed Edimburgo, del resto, non accade spesso che un nuovo soggetto politico come nel caso del finiano Futuro e Libertà nasca dalle ceneri di quello precedente con l’ambizione di porsi come reale alternativa per gli elettori.
Non è un caso se le anagrafi del partito laburista e del partito conservatore riportino rispettivamente le date 1900 e 1912. Anche il soggetto politico più giovane e alla moda del Regno Unito, il partito liberal-democratico, ha ormai l’età sufficiente per concedersi una pinta di birra al pub, esibendo il 1988 come data di nascita.

«L’apparente vulnerabilità» del Cavaliere

Oltremanica c’è grande curiosità, ma anche molta incertezza su quelli che saranno il ruolo e le istanze di “Future and Liberty” (Futuro e Libertà), la nuova creatura politica di Gianfranco Fini. «L’ex alleato divenuto avversario», come lo definisce il Financial Times, «tiene in ostaggio il governo» e dipenderà ora dall’abilità di Silvio Berlusconi riuscire a completare la seconda parte del proprio mandato.
In tutto questo, ricorda il corrispondente da Roma, Guy Dinmore, persino una semplice frase del medico del premier, Alberto Zangrillo, che aveva definito come «veramente al limite» le condizioni pre-intervento al polso sinistro di Berlusconi, può essere vista come un sintomo di «apparente vulnerabilità». Una vulnerabilità, secondo Dinmore, enfatizzata dall’immediata rassicurazione del portavoce Paolo Bonaiuti che si è affrettato a ribadire «Berlusconi sta benissimo».
Quali che siano le condizioni fisiche e psicologiche del primo ministro, reduce dagli incontri privati con Vladimir Putin, i sette giorni del decorso post-operatorio che dovrebbero vedere la sua lontananza dai terreni accidentati della politica si annunciano interessanti.

Le incertezze di Mr Fini

In una nazione come il Regno Unito in cui termini come “comunista” o “fascista” non sono mai entrati nel linguaggio politico quotidiano, l’anomalia italiana di abusare di queste definizioni ideologiche era già stata evidenziata anni fa dal giornalista britannico Tobias Jones ne Il cuore oscuro dell’Italia.
In questo contesto, descrivere Gianfranco Fini come un «58enne già neo-nazista che ha compiuto una lunga trasformazione politica verso il centrismo», come lo ha definito senza tanti giri di parole il Financial Times, non è parso certo un complimento.
Eppure, ha sottolineato il quotidiano londinese, dovrebbe essere proprio l’ex delfino del Cavaliere a guidare quel “third pole”, il terzo polo, che si prefigura come una «alleanza emergente dei partiti centristi».
Il Financial Times ha evidenziato come Fini si sia dimostrato ancora incerto sulla possibilità di nuove elezioni a marzo 2011. Alla precisa domanda, ha risposto un secco: «Non lo so». Un atteggiamento decisamente poco britannico. Nonostante lo scetticismo di Dinmore, Mr Fini ha garantito alla stampa italiana e straniera che il suo nuovo partito dovrebbe adoperarsi per bloccare alla Camera il varo di quella riforma della giustizia alla quale Berlusconi tiene particolarmente.
Tuttavia il presidente della Camera, ha riportato il Ft, ha dimostrato che non ha alcuna fretta di fare cadere il governo, ricordando come l’Italia viva in una condizione di perenne campagna elettorale che ha ormai stancato gli italiani.

Terzo polo o Bipolarismo? Questo è il dilemma.

«Ma questo terzo polo si farà?» si è interrogato il quotidiano finanziario. Da un lato, Fini ha confermato che la sua intenzione è quella di preservare l’attuale sistema bipolare. Dall’altro, già si discute su chi potrebbe unirsi all’ex leader di An per creare il terzo polo.  
In questa eventualità, Fini si unirebbe ai cattolici dell’Udc, guidati da Pier Ferdinando Casini e a quelli che il Ft liquida sbrigativamente come «partiti più piccoli». Il Financial Times ha poi sottolineato come il partito di Berlusconi sia ancora la più grande forza presente alla Camera, potendo contare su circa il 29% dei voti. Secondo al Pdl sarebbe il Pd, ritenuto dal quotidiano britannico «in una situazione di confusione interna persino peggiore rispetto al governo».
Il quotidiano finanziario londinese si è spinto oltre individuando in Giulio Tremonti la prima alternativa alla carica di presidente del Consiglio, nel caso in cui Berlusconi dovesse essere costretto a cedere il passo.