Kosovo al voto, prime elezioni legislative

Redazione
12/12/2010

È tempo di votare: ecco l’imperativo categorico e liberatorio che tappezza le strade e fa da fil rouge degli spot...

Kosovo al voto, prime elezioni legislative

È tempo di votare: ecco l’imperativo categorico e liberatorio che tappezza le strade e fa da fil rouge degli spot televisivi e radiofonici di Pristina e dintorni. Il 12 dicembre il Kosovo va al voto per le prime elezioni legislative della sua giovanissima storia. Le urne si sono aperte alle 7 del mattino. 
Un test importante per la neonata democrazia, autoproclamatasi Stato indipendente nel febbraio 2008, che condurrà il Paese verso il tavolo dei nuovi negoziati con la Serbia, con cui le questioni irrisolte sono ancora innumerevoli. E proprio da un inedito ruolo di governo delle forze che rappresentano la minoranza serba, concentrata a Mitrovica e nel nord del Paese, potrebbe arrivare la prima sorpresa di questo voto.
L’altro ago della bilancia sarà Vetevendosje, lo storico movimento nazionalista albanese, divenuto vero e proprio partito in vista del voto: migliaia di suoi sostenitori arrivati in pullman da tutto il Paese hanno invaso la capitale, che ha ospitato l’11 dicembre la maratona di comizi e dibattiti pubblici di chiusura della campagna elettorale.
Tra i 29 partiti in gara, il Partito democratico del Kosovo, Pdk, del premier uscente Hashim Thaci è dato per favorito, insieme al suo ex socio di minoranza, la Lega democratica del Kosovo. L’Ldk, fondato dal defunto pater patriae dei kosovari, Ibrahim Rugova, sembra in grado di recuperare consensi rispetto alle iniziali previsioni negative, causate dalle fratture interne al partito.
Poiché i due partiti del governo uscente sono lontani dall’obiettivo di ottenere la maggioranza assoluta, il nodo da sciogliere sarà dunque quello delle future alleanze di governo. Nelle quali giocheranno un ruolo di rilievo proprio la minoranza serba e il partito/movimento che più di tutti, con la propria intransigenza nei confronti della dominazione dei serbi, ha forzato la mano “dal basso” per dichiarare unilateralmente l’indipendenza. 
La tensione nel Paese resta alta. Nella notte dell’11 dicembre sono stati esplosi 25 colpi colpi di arma automatica contro la sede di una organizzazione non governativa danese a Zubin Potok, nel Kosovo del Nord. Non ci sono stati feriti ma solo danni materiali all’edificio. Sui muri sono state lasciate scritte di minaccia contro la forza della Nato Kfor, la missione civile Eulex e la polizia kosovara. Minacce riportate anche su alcuni volantini distribuiti nella cittadina.
Secondo la polizia ad attaccare la ong danese sarebbero stati estremisti serbi contrari alle elezioni legislative. A causa di questo incidente i seggi elettorali di  Zubin Potok sono stati aperti con un paio di ore di ritardo, alle 9,00 invece che alle 7,00. Mentre a Prizren, città nel sud del Paese sono state date alle fiamme tre auto nella nottata. L’ipotesi, in questo caso, è che si tratti di vendette fra partiti locali