L.A., l’industria del porno a rischio per la sifilide

Redazione
21/08/2012

La fiorente industria del porno di Los Angeles rischia di chiudere temporaneamente. Il Los Angeles county public health department ha...

L.A., l’industria del porno a rischio per la sifilide

La fiorente industria del porno di Los Angeles rischia di chiudere temporaneamente.
Il Los Angeles county public health department ha infatti chiesto una moratoria sulla produzione di pornografia a causa di un numero crescente di infezioni da sifilide.
UN ATTORE AMMALATO LAVORAVA COMUNQUE. In particolare, giovedì 16 agosto è emerso il caso di un attore che, nonostante fosse positivo alla malattia, ha continuato a lavorare girando scene porno e usando un test ritoccato.
E in pochi giorni è stato rivelato che ben cinque attori hanno contratto la malattia.
«POTREBBE ESSERE SOLO LA PUNTA DELL’ICEBERG». Immediata la reazione del mondo dei film per adulti: tra gli addetti ai lavori si è scatenato il panico e il servizio sanitario locale della contea ha confermato che «è necessario vigilare, perché potrebbe essere soltanto la punta dell’iceberg».
MORATORIA IN ATTESA DI TEST CLINICI. Ma il servizio di prevenzione ha chiesto comunque la moratoria sulla produzione, in attesa che tutti gli attori vengano sottoposti a test clinici, che in realtà devono già fare obbligatoriamente.  
La Free speech coalition (Fsc) ha infatti stabilito da tempo un protocollo di esami i cui risultati vengono inseriti in database per rendere non pericoloso il lavoro del porno attore.
REFERENDUM SULL’USO DEI PROFILATTICI. Il tema della contrazione di malattie in questo lavoro è caldo a Los Angeles, soprattutto dopo che è stato indetto un referendum per obbligare all’uso del preservativo durante le riprese.
La richiesta è stata attaccata da gran parte dei lavoratori dei film per adulti: «Gli spettatori non vogliono vedere profilattici nelle scene», hanno spiegato.
E secondo Diane Duke della Fsc ci sarebbe un’altra buona ragione per non applicare questo obbligo: «Il nostro protocollo di test per le malattie sessualmente trasmissibili verrebbe rispettato di meno e non saremmo più in grado di proteggere gli attori».