La battaglia d’Inghilterra

Redazione
09/12/2010

Londra brucia con scene di guerriglia urbana da anni Settanta. La rabbia studentesca è esplosa dopo il voto della Camera...

La battaglia d’Inghilterra

Londra brucia con scene di guerriglia urbana da anni Settanta. La rabbia studentesca è esplosa dopo il voto della Camera dei Comuni, che ha approvato a stretta maggioranza il controverso progetto di aumentare fino a 9.000 sterline all’anno le rette nelle università inglesi. Una protesta furiosa, che ha cinto d’assedio per ore i palazzi del potere britannico.
In serata anche la Rolls Royce con a bordo il principe Carlo e Camilla, diretta a uno spettacolo al Palladium nel West End, è stata bloccata e presa a pugni e calci in Regent Street. I manifestanti hanno infranto il vetro di un finestrino e imbrattato di vernice la carrozzeria della vettura prima che riuscisse a ripartire. Il Palazzo Reale ha confermato l’attacco alla macchina del principe e della moglie. La coppia reale è «illesa», ha detto un portavoce.
Un altro gruppo di manifestanti inferociti ha fatto irruzione nella sede del ministero del Tesoro. In particolare diversi giovani incappucciati, dopo aver infranto i vetri di una delle finestre al piano terra, hanno abbattuto una porta scontrandosi violentemente con la polizia all’interno dell’edificio.

Guerriglia urbana a Westminster: arresti e feriti

Le tensioni in piazza del Parlamento hanno infiammato tutta la giornata del 9 dicembre. Decine di migliaia di studenti, genitori e attivisti sono scesi in strada sotto la Camera dei Comuni e ci sono stati duri scontri con le forze dell’ordine in assetto anti-sommossa. Dodici poliziotti sono rimasti feriti, alcuni in modo grave, una quarantina i feriti e una decina di arresti anche tra gli studenti. Downing Street ha condannato le violenze di «una minoranza» determinata a far danni: i responsabili «dovranno pagarne il prezzo completo».
Cinque manifestanti, invece, sono stati rimossi a forza dalla galleria del pubblico della Camera, dove avevano cominciato a gridare slogan interrompendo il dibattito. Alcuni studenti hanno scalato la statua di Winston Churchill e l’hanno coperta di graffiti.
Nel tentativo di arginare la protesta, sono arrivate in piazza “gabbie” di contenimento.«È a causa del livello di violenza che devono fronteggiare i nostri agenti» ha spiegato un portavoce della polizia.

Aumento delle rette: il sì a stretta maggioranza

E mentre all’esterno si scatenava la protesta studentesca, la Camera dei Comuni ha comunque approvato con una maggioranza di 21 voti il controverso progetto di aumentare fino a 9 mila sterline all’anno le rette nelle università inglesi.
Spaccati i liberal-democratici: alcuni deputati, oltre una decina hanno preannunciato voto contrario, tra cui Simon Hughes, numero due del partito. Anche il movimento giovanile ha cercato fino alla fine di convincere i deputati lib-dem a votare contro l’aumento delle tasse. Ma il numero uno dei lib-dem, il vicepremier Nick Clegg, tra i principali bersagli della protesta studentesca, ha garantito il sì dei ministri.
Contro l’aumento delle tasse si è schierato tutto il partito laburista. Il ministro ombra all’Economia John Denham ha accusato il governo di incoerenza. Dopo una serie di gravi «tagli alle università e ad altri servizi pubblici» dice «ora se ne vuole far pagare il prezzo agli studenti».
Drastica la posizione del presidente del Nus (Il sindacato nazionale studenti) Aaron Porter: «Se passeranno gli aumenti. quelle britanniche diventeranno le università pubbliche più care al mondo».

Ed Miliband: «Riforma pessima»

 

La giornata di ieri è stata «un brutto giorno per gli studenti, per il nostro popolo e per la democrazia in generale». Ne è convinto Ed Milliband, leader del partito laburista che ha commentato così, in un’intervista a La Repubblica, i disordini a Londra causati dalle manifestazioni degli studenti contro l’aumento delle tasse universitarie.
La legge sull’aumento delle rette è passata «solo grazie al fatto che una larga parte del Partito liberaldemocratico, ora al governo, insieme ai Conservatori ha ripudiato le promesse che aveva fatto all’opinione pubblica in campagna elettorale». «Il voltafaccia dei lib-dem», ha aggiunto Milliband, «danneggia la fiducia della gente nei loro confronti, la loro aspirazione ad essere considerati comunque una forza progressista ma danneggia in assoluto anche tutta la politica».
Sulla riforma, Milliband ha un’idea chiara: «Il governo ha deciso di tagliare dell’80% il budget per l’istruzione universitaria e di scaricare quella spesa sulle spalle degli studenti, molti dei quali ora finiranno gli studi con un peso esorbitante. Fa tutto parte di una filosofia che mira a far pagare il prezzo della crisi ai più deboli».