La Brianza critica il Capitale umano

La Brianza critica il Capitale umano

08 Gennaio 2014 15.05
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Ancora prima di uscire nelle sale, Il capitale umano fa già discutere.
Il nuovo film di Paolo Virzì, al cinema dal 9 gennaio, è stato attaccato dagli abitanti della Brianza per la descrizione troppo stereotipata che, secondo loro, viene fatta nella pellicola.
Gli amministratori di Monza e Como si sono scagliati contro il regista livornese, che in un’intervista a Repubblica aveva parlato di un «paesaggio gelido, ostile e minaccioso» in Brianza, tra «grumi di villette pretenziose» dai cancelli «invalicabili».
DISCUSSIONE IN RETE. Su Twitter, #Virzì è presto diventato un trending topic ed è partita la discussione tra favorevoli e contrari alla descrizione dei brianzoli, che nel film sono dipinti come personaggi arricchiti scaltri e avidi.

E nel dibattito è entrato anche il diretto interessato. Paolo Virzì, infatti, è entrato a gamba tesa rispondendo alla critiche cavalcate da Libero.

La battaglia degli assessori

«Tutto il mondo è Brianza. Limitato e menzognero», ha scritto un utente. «Penosi i brianzoli che se la prendono con Virzì», ha twittato un altro. «I calabresi che gli dovevano fare ad Albanese per Cetto Laqualuque?».
POLEMICA SUI CONTRIBUTI. L’assessore leghista al Turismo e Sport della Provincia di Monza e Brianza, Andrea Monti, ha parlato di «stereotipi falsi» e ha sottolineato «il contributo da 700 mila euro ricevuto dal ministero dei Beni culturali per la realizzazione della pellicola».
E facendo il verso a Matteo Renzi si è chiesto:

«Si dia un contegno», ha twittato piccato Virzì, «lei è un uomo delle istituzioni, lasci fare il buffone a noi gente dello spettacolo. Torni a bordo, cazzo!».

E ancora:

Anche l’ex presidente lombardo, Roberto Formigoni, ha puntato su questo aspetto: «Se il film di Virzì sulla Brianza corrisponde all’intervista data a Repubblica, è razzista e vergognoso. Ancor più vergognoso per i soldi dallo Stato».

Ma molte altre persone hanno difeso la fotografia scattata dal regista di Ovosodo. «Virzì leva il velo d’ipocrisia della Brianza, troppe le prove di una società solo ricca e silenziosa che non diffonde benessere e cultura», ha twittato un utente. «Il film-verità che non piace ai leghisti. Spaccato sui vizi Italia», ha scritto un altro.
Certo un risultato la pellicola l’ha già ottenuto. L’hashtag #Virzì è entrato nei trending topic.
E si sa, la polemica porta bene al botteghino.

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