La Canossa di Sarkozy

Gea Scancarello
08/10/2010

Il presidente francese dal Papa per riconquistare i cattolici.

La Canossa di Sarkozy

Con un calo di consensi tra l’elettorato cattolico che gli ultimi sondaggi danno intorno al 50%, il presidente francese Nicholas Sarkozy è dovuto correre ai ripari, bussando mestamente alle porte del Vaticano. Dopo qualche esitazione, Benedetto XVI ha dato fondo alla propria clemenza e lo ha invitato a entrare, fissando un colloquio per venerdì 8 ottobre: ufficialmente per parlare del sinodo dei vescovi sul Medioriente, che inizierà domenica 10 ottobre; ufficiosamente, per ricucire dopo lo strappo sul rimpatrio forzato di Rom che Parigi sta portando avanti da settimane.
Quando ad agosto il governo francese ha preso ad accompagnare, nemmeno troppo gentilmente, i nomadi cha affollavano i campi delle periferie urbane al primo aereo in direzione Bucarest, il Vaticano ha fatto sentire la propria voce con insolita chiarezza: i rimpatri violano le regole dell’Unione europea, che «proibisce espulsioni collettive e dice che se non c’è un grave pericolo per la sicurezza non ci può essere espulsione», precisò monsignor Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio per i migranti e gli itineranti. Lo stesso papa, in più occasioni, si era soffermato sull’importanza della «fratellanza universale», dell’accoglienza di persone «di tutte le nazioni e di tutte le lingue» e dell’accettazione delle «legittime diversità umane».

Altro che Liberté, Égalité, Fraternité

Che la fratellanza sia in cima alle preoccupazioni di Sarkò è tutto da dimostrare, con buona pace del motto repubblicano Liberté, Égalité, Fraternité (libertà, uguaglianza, fratellanza). Ma qualche grattacapo il capo di Stato ce lo ha invece con i propri elettori, sempre più frastornati dalle dimostrazioni muscolari alternate alla melassa dell’idillio con la first lady, dalle dichiarazioni sui rapporti consumati dai due in attesa di essere ricevuti dalla Regina Elisabetta e dagli scandali finanziari (il ministro del Lavoro Woerth, accusato di aver fatto pressioni perché la moglie venisse scelta per gestire il patrimonio della miliardaria  Bettencourt); pare che il 70% dei francesi oggi non lo rieleggerebbe all’Eliseo, con i cattolici a trainare la rivolta del seggio.
Ecco le ragioni di un’inedita Canossa, con la premier dame rimasta a casa a fare la maglia e il marito impegnato a cucirsi la bocca per almeno cinque ore,  come riportato dalla stampa francese, per evitare dichiarazioni che possano in qualsiasi maniera risultare sgradite al Vaticano.
Peccato che a rovinare la festa a Sarkozy ci abbiano pensato ieri i cronisti del quotidiano parigino Le Monde, scoprendo l’esistenza di un sistema segreto di schedatura di tutti i rom presenti in Francia. Al papa di certo non farà piacere, e Carla Bruni dovrà sferragliare molto intensamente per non sentire l’eco dei commenti in arrivo dalla strade.