La casa delle polemiche

Giovanna Predoni
27/01/2011

L'appartamemto di Montecarlo dall'inchiesta del Giornale al dibattito al Senato.

La casa delle polemiche

Il caso dell’appartamento di Montecarlo ereditato da An e venduto a un misterioso acquirente celatosi dietro società offshore è iniziato nell’estate 2010 tra violente polemiche, concluse in ottobre con la richiesta di archiviazione dell’inchiesta.
L’abitazione era stata lasciata nel 1999 ad An da una nobildonna e poi venduta per 300 mila euro, nel 2008, ad una società offshore e affittata (dopo essere stata venduta ad un’altra società offshore) a Giancarlo Tulliani, cognato del presidente della Camera Gianfranco Fini.
Il 10 dicembre sono arrivate le carte del governo di Santa Lucia illustrate il 27 gennaio in Senato dal ministro Franco Frattini poi denunciato per abuso d’ufficio da un militante di Futuro e libertà.
Ma ecco la cronistoria della vicenda.
28 luglio 2010. “Fini, la compagna, il cognato e una strana casa a Montecarlo” è il titolo con cui il Giornale va all’attacco sull’appartamento ereditato da An e che risulta abitato da Giancarlo Tulliani, fratello della compagna di Gianfranco Fini.
2 agosto. Fini querela il Giornale.
5 agosto. La procura di Roma apre un fascicolo contro ignoti. L’inchiesta punta ad accertare se l’appartamento monegasco sia stato svenduto. L’ipotesi di reato è truffa aggravata dopo un esposto presentato da due militanti de La Destra: Roberto Buonasorte e Marco Di Andrea.
6 agosto. Gli inquirenti inoltrano una rogatoria internazionale.
8 agosto. Fini afferma di non avere nulla da nascondere e si rimette al giudizio della magistratura.
13 agosto. Il Giornale scrive che Fini ha comprato i mobili per l’appartamento.
22 settembre. La Guardia di Finanza acquisisce da An alcuni documenti tra cui la dichiarazione di successione. L’atto indica in circa 270 mila euro il valore dell’immobile.
23 settembre. Italo Bocchino (Fli) ipotizza l’azione dei servizi segreti contro Fini. Una nota di Palazzo Chigi respinge: “illazioni inaccettabili”.
24 settembre. Il governo di Santa Lucia conferma la lettera del ministro della Giustizia, Rudolph Francis, secondo cui Tulliani è l’acquirente dell’appartamento.
25 settembre. L’avvocato vicentino Renato Ellero sostiene che l’appartamento di Montecarlo è di un suo cliente e non di Tulliani. Fini annuncia dal sito di FareFuturo che darà le dimissioni se dovesse risultare che Tulliani è l’effettivo acquirente della casa.
13 ottobre. Le autorità di Montecarlo nella documentazione trasmessa alla procura giudicano congruo il valore, indicato nel 1999 nel passaggio di proprietà.
26 ottobre. La procura chiede l’archiviazione dell’inchiesta, nessuna truffa dietro la cessione dell’appartamento. Gli inquirenti rendono noto che Fini, come ex presidente di An, e Pontone erano stati iscritti nel registro degli indagati.
23 ottobre. Viene fissato per il 2 febbraio davanti al presidente dei gip di Roma Carlo Figliolia l’udienza per l’esame delle opposizioni alla richiesta di archiviazione, proposte dalle stesse persone che presentarono la denuncia il 30 luglio scorso, gli esponenti de La Destra, nonché da un gruppo di militanti del Pdl di Domodossola.
26 gennaio 2011. La Farnesina consegna in Procura a Roma i documenti inviati dal governo di Santa Lucia sulla proprietà delle società offshore Printemps Ltd e Timara Ltd, che in tempi diversi hanno gestito l’immobile di Montecarlo. Da quel carteggio risulterebbe che il titolare delle società è proprio Tulliani.
27 gennaio. Il ministro Frattini in Senato spiega che le autorità di Santa Lucia confermano l’autenticità dei documenti, le carte sono in Procura. Un militante di Fli deposita una denuncia indirizzata alla Procura della Repubblica e al Tribunale dei Ministri chiedendo che si proceda contro il ministro Frattini che, con la richiesta di documenti, ha abusato”della propria qualità e dei propri poteri di titolare del dicastero degli Esteri, al mero fine di arrecare un danno ingiusto” a Fini e a Pontone.