La comicità su Twitter

Giuliano Di Caro
01/10/2010

Justin Halpern e il fenomeno umoristico shitmydadsays

La comicità su Twitter

Justin Halpern, 29 anni, è un bamboccione d’America che vive con suo padre Samuel, 74enne medico radiologo in pensione. Burbero e granitico nelle sue lapidarie sparate nella vita di tutti i giorni, il babbo snocciola una perla di saggezza dietro l’altra. Tutte di irresistibile e talvolta involontaria, comicità.
Un anno fa Halpern ha iniziato a scriversele e a diffonderle in Rete su Twitter, con un profilo chiamato shitmydadsays. Nel giro di pochi mesi la pagina ha raggiunto l’immane cifra di 1 milione e 700 mila followers, cioè utenti che leggono questa collezione di esilaranti e licenziose frecciate da 140 caratteri.
Un ipse dixit digitale divenuto anche un libro sotto l’egida del New York Times. Il titolo è Sh*t My Dad Says, negli Usa è già besteller, e  l’emittente Americana Cbs ci ha già fatto una sit com televisiva: $#*! My Dad Says.
Così lo sconosciuto Halpern è diventato nell’arco di pochi mesi sceneggiatore per Hollywood e leggenda vivente della comicità. Niente male per un under 30,  figlio di un ebreo e di  un’italoamericana, che vive a Point Loma, una città vicino a San Diego.

Viva la sincerità

Ci sarebbe da montarsi la testa. Ma a riportare il bamboccione sulla terra ci pensa papà Samuel. «Non ho detto che sei brutto. Ho detto che la tua ragazza è più bella di te e quando le stai vicino sembri brutto come la fame». A pensarci bene, «c’è una parola per gente del genere. No ti dico che c’è una parola specifica ma non me la ricordo. Mica voglio essere poetico, cazzo!»
D’altronde, quello del padre è un mestiere complicato. «Un genitore è buono tanto quanto il più stupido dei suoi figli. Se uno vince un premio Nobel e l’altro viene rapinato da una puttana, allora hai fallito». E se invece uno si limita a comprare un’automobile… «Allora non chiedere la mia opinione. Mi sono già congratulato per la tua macchina nuova. Dico solo che nessuno si piscia nei pantaloni per una cazzo di Honda Accord».
Il babbo non è uno da discorsi sui massimi sistemi. Salvo alcune eccezioni: «La scienza e la natura sono in un matrimonio in cui la prima si sorprende sempre quando torna a casa e becca sul fatto la seconda mentre fa un pompino a un vicino». Disavventure del quotidiano, come quelle con le tariffe di un operatore telefonico americano. «Costi addizionali nascosti sulla bolletta? Gesù Cristo, la Sprint ha elevato il “fottere il tuo prossimo” al rango di scienza esatta, come se lo sperimentassero prima sui topi in un c… di laboratorio».
Comicità fallocentrica? Non soltanto. Papà Samuel elargisce aforismi sulla vita anche a uso e consumo del gentil sesso.
«Non vorrai inguaiarti con quello lì vero? Fidati, non si scopa con un uomo che tutte le sere dorme con una donna e non la tromba mai. Sono uomini imprevedibili, quelli». Anche se le sdolcinatezze da femminuccia non fanno per lui. «No che non festeggiamo San Valentino io e la mamma. Non so chi fosse questo Valentino e non me ne frega un c…, e dubito che vorrebbe che le persone scopassero per onorarne la memoria».
Samuel è fatto così e non ha intenzione di cambiare. «Sarò soltanto me stesso e quelli possono andare a farsi fottere. Me ne frego, è l’unico comportamento possibile quando vai alla motorizzazione civile». Talvolta, come nei giorni del terribile terremoto ad Haiti, si preoccupa anche di chi è lontano. «Magari non sevirà a niente, ma dì ai tuoi amici di donare 10 dollari per Haiti su quella tua roba di twitter». Non è mica un nichilista, questo papà. «No, non sono un pessimista. Prima o poi il mondo caga addosso a tutti. Far finta che non è una merda fa di te un idiota, non un ottimista».