La festa della Germania africana

Redazione
20/08/2012

Se giugno e luglio sono passati (meteorologicamente parlando) come un autunno qualsiasi, agosto sta regalando con la sua coda l’estate...

La festa della Germania africana

Se giugno e luglio sono passati (meteorologicamente parlando) come un autunno qualsiasi, agosto sta regalando con la sua coda l’estate che la Germania ha sempre sognato. Quando le temperature raggiungono vertici africani (ieri Colonia +39, oggi Berlino si avvia a +36), le cronache si riempiono di aggettivi roboanti e di immagini vacanziere scattate in giro per il Paese. I laghi del Brandeburgo si trasformano in resort tropicali, le spiagge del Baltico in riviere salentine e nelle città si replicano le scene consuete a latitudini mediterranee: gettonatissime le fontane e le piscine all’aperto. L’ondata sahariana di questi giorni è una festa, le notizie dai vari centri rimbalzano allegre da un telegiornale all’altro. Sussiegosi esperti di meteorologia descrivono con larghi sorrisi la risalita delle correnti dal deserto africano: «Ieri ad Algeri c’era la stessa temperatura di Colonia», ha detto la bella Anneke Dürkopp dagli schermi di N24 (in foto).

Niente a che vedere con il catastrofismo che accompagna la successione degli anticicloni sull’Italia: Scipione, Nerone, Caronte, Caligola raccontati dalle tv e dai quotidiani di casa nostra spingono gli italiani a rifugiarsi in casa, a sbarrare porte e finestre per timore di rimanere ustionati. L’attuale Lucifero, che da queste parti ha il più neutrale (e rassicurante) nome di Achim, è trattato come un buon amico, salito fin qua su per spiegare l’estate ai tedeschi.

Tempo 24 ore e il Sahara tornerà a casa propria: le temperature scenderanno a medie più normali aprendo la strada alla malinconia dell’autunno incipiente. Gli ombrelli torneranno ad aprirsi e i giorni di Achim verranno ricordati con nostalgia come quelli più caldi da quando l’uomo ha inventato i termometri e ha capito che servivano a misurare la temperatura dell’aria.