La fiera delle piccole vanità

Anna Franco
29/01/2011

Il business di Pitti bimbo: i buyer russi aumentano del 43,5%.

Diverse case di moda per i più piccoli hanno puntato il dito contro il servizio di Tom Ford, pubblicato su Vogue Paris di dicembre, dove baby modelle abbigliate da adulte posavano in modo sexy davanti all’obiettivo (guarda la gallery del servizio di Ford). Pare che le immagini siano costate addirittura il posto alla direttrice Carine Roitfield, sostituita da Emmanuelle Alt (leggi l’articolo sul cambio di direttore a Vogue Paris).
PICCOLI DIVI. Quelli stessi operatori si sono ritrovati a Pitti bimbo, la fashion week per i più piccoli che si è svolta a Firenze, e hanno proposto senza troppi problemi uno stereotipo fanciullesco non molto distante da quello delle pagine di Vogue.
Per le corsie della fiera si sono viste mamme più o meno famose sospingere come trofei pargoli derubati della loro età, donne pronte a trascinare trousse e valigie del loro piccolo divo in cambio di un momento di celebrità.
PAILLETTES E PELLICCIA. Sulle passerelle, bambine truccate e cotonate ancheggiavano imbronciate e trascinavano le loro gambe in stivali da amazzoni, portando al braccio borse simili a Chanel jumbo rifinite in pelliccia. Proprio questo materiale, che rifinirà persino i copripasseggino, sarà uno dei must del prossimo inverno: i più piccoli dovrebbero indossare leggins di paillettes dorate, giacchettine stile college, moon boot ornati di pelo, piumini e maximaglioni di lana grossa.
JEANS E TARTAN. Il jeans resiste sempre, ma diventa rock grazie a bandane o catene, e viene mixato a camicie tartan e a giacche di montone per un perfetto stile country, molto usato anche per i piccolissimi (guarda la gallery dei modelli di Pitti bimbo). Ci sono, poi, le griffe che vedono i bambini come bambolotti e, tra una rouche e un fiocco, confezionano il capo ideale per il piccolo lord. I colori più trendy per la prossima stagione fredda saranno il blu in tutte le sue sfumature, il verde, soprattutto militare, e tutti i toni del marrone e del beige, con qualche punta di fluo.

Compratori russi in aumento del 43,5%

Sempre maggiore attenzione è riservata ai dettagli e ai tessuti, ma la sensazione è che tutto questo interesse per il bambino sia la risposta di un mercato, quello della moda, ormai saturo, che vede nei più giovani un modo per cavalcare un nuovo business. I bambini, allora, diventano come gli accessori, utilizzati dagli stilisti per resistere alla crisi, e vengono visti alla stregua di una borsa, che deve essere in perfetto pendant con l’outfit di mamma.
LOOK DA BAMBOLA.Vengono proposti look studiati su una particolare bambola natalizia o si vedono piccole modelle sottoposte, da dietro un vetro, ai flash dei fotografi, disorientate, mentre guardano con occhi sgranati i genitori, i nonni e la zia che le incitano a sgomitare con la baby collega pur di ottenere uno scatto in più.
Del resto, lo stesso amministratore delegato di Miss Grant, Mauro Serafini, che ha lanciato a Pitti il profumo per bimbe, ha ammesso: «L’accessorio ha un’importanza sempre maggiore per la nostra azienda e costituisce oltre il 15% del fatturato complessivo, ottenendo a ogni stagione un ottimo sell out».
IL BUSINESS RUSSO. Questa edizione della manifestazione è stata senz’altro più ricca di pubblico e ha messo a segno un + 4,5% di buyer esteri, con un totale di 10 mila visitatori complessivi. I compratori russi sono aumentati addirittura del 43,5% e il loro arrivo è stato atteso con molte speranze, come si è potuto notare anche dalla ricerca di damaschi e ricami barocchi, che tanto piacciono al pubblico delle ex repubbliche sovietiche.
Diversi brand, invece, stanno puntando sulla Cina e molti sulle licenze di alcuni personaggi dei cartoon amati dai bambini, come le Winx, le Barbie, i protagonisti della Warner Bros o i Barbapapà. I capi e gli accessori diventano sempre più lussuosi e sembrano destinati a un compratore decisamente ricco, disposto non far mancare nulla al suo pargolo. Nemmeno il superfluo.