La Forza è con lui

Fabio Chiusi
20/10/2010

Il mito di Guerre Stellari è pronto per la terza trilogia.

La Forza è con lui

Sarà pure iniziata «tanto tempo fa in una galassia lontana lontana», ma la saga di Guerre Stellari sembra non finire mai. Almeno nella testa di chi ancora oggi tra ritrovi in costume, film amatoriali, video musicali, libri e videogiochi, manifesta slanci di passione per l’universo creato da George Lucas nel 1977.
E i seguaci della Forza, a distanza di oltre trent’anni dalla comparsa di Luke Skywalker, Han Solo e Darth Vader nell’immaginario collettivo, continuano a trovare nuove forme espressive per manifestare la loro venerazione.

Il culto prosegue in video…

A fine agosto 2010, per esempio, il ventiseienne sviluppatore web Casey Plugh ha vinto il prestigioso Emmy Award grazie al progetto Star Wars Uncut. Un collage ottenuto assemblando spezzoni di 15 secondi l’uno in cui centinaia di utenti in rete hanno liberamente reinterpretato, scena per scena, l’episodio IV, Una nuova speranza. Che Plugh ha saputo ricostruire tramite un sapiente collage dei contributi ricevuti. Nemmeno lui, nonostante le precedenti esperienze in siti di diffusione e montaggio video come Vimeo, sa bene come l’esperimento abbia potuto riuscire. Alla premiazione si è limitato a osservare: «Credo la Forza fosse con noi».
A volte, tuttavia, i fan danno vita a veri e propri cortometraggi. Come Dark Resurrection Vol. 0, che vede la partecipazione di semplici appassionati a fianco di quella di attori professionisti come Daniel Mc Vicar, già interprete della celeberrima soap Beautiful, e Nina Senicar. Alla macchina da presa c’è un regista a tutti gli effetti, Angelo Licata. Per ora esiste solo il trailer, ma siti come BestMovie sono già alla decima puntata del diario che ne segue passo dopo passo lo sviluppo.
Il pianeta dove sono cresciuti i protagonisti Anakyn e Luke Skywalker, Tatooine, è fonte di ispirazione per il musicista statunitense Jeremy Messersmith, che ha commissionato la realizzazione del video a Eric Power. Il risultato è un capolavoro che ricostruisce in due soli minuti l’intera saga attraverso la paziente animazione di ritagli di carta. Dal 6 ottobre, giorno della sua comparsa, sono centinaia di migliaia le visite su YouTube.

… e in libreria

La lotta contro il Lato Oscuro prosegue poi in libreria. Dove è di prossima uscita un volume, Visions, che raccoglie le illustrazioni di 120 tra gli artisti che hanno impresso la loro arte sulla fantasia di Lucas. Tra le cui fonti di ispirazione figura nientemeno che il Rinascimento italiano.
Ma Guerre Stellari non fa solo sognare. La comprensione dell’intricata trama di relazioni tra i protagonisti perfezionerebbe addirittura lo sviluppo delle capacità cognitive dei più giovani. O almeno, secondo il nuovo libro dell’etologo Desmond Morris, autore del bestseller La scimmia nuda e sugli scaffali inglesi da qualche giorno.

Nell’universo di Lucas, fuori e dentro la rete

E mentre parte la terza serie del telefilm in computer grafica Star Wars Clone Wars, mentre Motorola lancia un cellulare in edizione limitata chiamato Droid R2-D2 in onore del celeberrimo C1P8 e Adidas dedica alla saga un’intera collezione di abbigliamento e scarpe per l’autunno-inverno, i fan il 16 ottobre scorso hanno celebrato il trentennale dell’uscita de L’impero colpisce ancora con un flash mob in piazza del Duomo a Milano. Al ritrovo, organizzato su Facebook dalla prima scuola italiana di “spada laser”, hanno partecipato un centinaio di aspiranti Jedi.
Un affetto che Lucas ricambia. Prima di tutto annunciando la proiezione dell’intera saga in 3D al cinema a partire dal 2012. Poi investendo 300 milioni di dollari nella realizzazione del videogioco online The Old Republic, cui sta lavorando la software house canadese BioWare, che intende ricostruire l’universo abitato dalla Forza in ogni singolo aspetto e renderlo abitabile da migliaia di giocatori. Nel frattempo i “Guerre Stellari dipendenti” si sono riversati in massa nel gioco gratuito Clone Wars Adventures, che ha fatto registrare un milione di utenti nella sola prima settimana.

Tanti guadagni e qualche preoccupazione

Certo, non tutto è rose e fiori. C’è chi sotto falso nome in rete parla apertamente di denaro mal speso e di sicuro flop per l’ambizioso videogioco in realizzazione da BioWare, che costerà più di quello di Avatar. Ci sono poi i licenziamenti, che riguardano un terzo dei 250 dipendenti della LucasArts, la divisione videogiochi del gruppo Lucas. E la sensazione che le ultime produzioni, sia televisive sia per consolle e Pc, non siano all’altezza del glorioso passato.
Lucas, dal canto suo, può guardare con tranquillità a queste preoccupazioni. Il marchio Guerre Stellari gli ha fruttato 22 miliardi di dollari dal 1977 a oggi, di cui quasi la metà derivanti dalla lungimirante decisione di tenere interamente per sé i ricavi del merchandising, all’epoca sostanzialmente inesistente ma poi letteralmente esploso.
In cambio, l’allora trentatreenne regista si accontentò di una percentuale inferiore dei proventi del primo film al box office. Un altro affare, dato che la pellicola, costata 13 milioni di dollari, ha incassato al botteghino 1,4 miliardi. Chissà se tanto amore, misto a tanta convenienza, convincerà il regista ad accontentare i fan e girare una terza trilogia.