«La Lega ha i suoi gay»

Redazione
19/10/2010

 di Silvia Zingaropoli Nella vita pubblica è il presidente onorario dell’Arcigay e consigliere Idv, nella vita privata, invece, Franco Grillini,...

«La Lega ha i suoi gay»

 di Silvia Zingaropoli

Nella vita pubblica è il presidente onorario dell’Arcigay e consigliere Idv, nella vita privata, invece, Franco Grillini, è un ottimo padrone di casa, uno di quelli che non si tira indietro davanti alle faccende domestiche. E tra una lavatrice e una passata di aspirapolvere trova pure il tempo di lanciare le sue bombe con placida nonchalance sullo scenario politica nazionale. Si salvi chi può.

Domanda. Anche Grillini fa il bucato…
Risposta. Mi tocca, ma non mi piace mica. E se vogliamo dirla tutta, viviamo in un paese maschilista: qui la maggior parte del lavoro domestico lo fa la donna. Pensi che in Emilia Romagna la donna lavora otto ore in ufficio e altre sei per le faccende domestiche.
D. Non solo in Emilia Romagna purtroppo… Partiamo con l’intervista?
R. Sono pronto.
D. Se dico “bufera” Fiom che mi risponde?
R. Il successo della manifestazione di sabato – dato anche da uno svolgimento assolutamente pacifico – deve far riflettere su temi importanti: il diritto al lavoro, la lotta alla precarietà, allo sfruttamento…
D. Casini prende le distanze dalla piazza. E dal Pd.
R. «Mai col Pd, se il Pd segue quella piazza» dice Casini. Ma se il Pd non segue la piazza, il Pd è morto. Vede, le ragioni di un partito progressista sono nella piazza: Casini e gli altri stanno chiedendo al Partito democratico di suicidarsi. Speriamo che il Partito democratico non lo faccia.
D. Dopo questa ultima uscita di Casini, tramonta definitivamente l’ipotesi di un tandem Pd-Udc.
R. La questione Udc aleggerà finché va avanti la storia del Terzo Polo. Ma su questo Casini continua a temporeggiare. Accusa gli altri di ambiguità, quando lui è il primo ambiguo della storia. Cosa vuol fare? Lo fa o non lo fa questo Terzo Polo? Con Fini o senza? Boh… una delle caratteristiche della politica italiana è la mancanza di chiarezza: questi politici parlano, esordiscono con frasi a effetto, ma non indicano mai la strategia. E lo sa perché?
D. Dica.
R. Perché la maggior parte dei leader italiani, sembra non vedere più in là di una settimana. Eppure, purtroppo per loro, la politica è fatta di strategia.
D. E qual è la strategia dell’Idv allora?
R. Un’alleanza stretta tra le forze politiche del centrosinistra per creare l’alternativa, punto.
D. Un’utopia?
R. Forse sì.
D.Vendola e Bersani ora sembrano venirsi incontro. L’idillio è credibile?
R. Il problema di Vendola è il problema della sinistra. La sinistra, con Vendola, deve chiedersi: come mai in così poco tempo si è passati da un 13% al 3,2%? Più che “cannibalizzare” il Partito democratico (mi pare sia proprio questa la strategia di Vendola), dovrebbe raccogliere i pezzi della sinistra e diventarne il leader. Sennò va a finire che quella parte di elettorato passa all’Idv, nuovo punto di riferimento di una sinistra orfana.
D. Qualcuno invece dice che tanti “comunisti” voteranno per Fini…
R. Per me no, Fini è un altro ambiguo. La su strategia resta un mistero. E allora guardiamo i fatti, perché in politica contano quelli. Se conferma la fiducia a Berlusconi, se si dichiara disposto a votare un altro lodo Alfano, addirittura costituzionale… beh, sinceramente non vedo un grande cambiamento. Chi da sinistra vota Fini, prende un grande abbaglio. Una cosa però dobbiamo riconoscerla al presidente della Camera.
D. Quale?
R. Si è reso conto di aver fatto una grandissima cazzata, ne ha preso atto e si sta comportando di conseguenza. Tanto di cappello.
D. A proposito di Fini, cosa ne pensa della “politica del dossieraggio”?
R. È inevitabile che una politica basata esclusivamente sulla gestione del potere, sfoci in una guerra senza regole.
D. Come vede Vendola Premier?
R. Bene, perché no…
D. Ventilata l’ipotesi, subito è partito il dibattito: l’Italia è davvero pronta a un primo ministro dichiaratamente omosessuale?
R. La Puglia ha votato per ben due volte un governatore, non solo omosessuale, ma uno dei fondatori dell’Arcigay. Sicuramente l’Italia è pronta. E non basta essere gay, l’importante è essere bravi.
D. Su questo non c’è dubbio.
R. Se Vendola diventasse presidente del consiglio sarebbe una svolta epocale. Come è stata una svolta epocale in Puglia: ha dimostrato che i pregiudizi stanno più nella testa della classe politica che in quella della popolazione. Dopodiché dobbiamo sottolineare, ancora una volta, che l’Italia ha avuto due presidenti del consiglio omosessuali e anche un presidente della Repubblica gay, sia pure solo per sei mesi. Allora non si diceva, ma chi doveva sapere sapeva.
D. E oggi si dice?
R. Mica tanto. Viviamo nel Paese della doppia morale tipica del cattolicesimo. Quando il monsignor Fisichella dice, a proposito della barzelletta di Berlusconi, che quella va “contestualizzata”, questo è un esempio strepitoso della doppia morale di cui sopra. Del tipo, “pecca pure, basta che me lo vieni a confessare”. L’omosessualità è nel Pd e Pdl e anche ai  vertici della Lega.
D.Volti noti?
R. Assolutamente sì. Hanno fatto un patto con il proprio leader e devono recitare una parte.
D. Qualche ministro?
R.Ministri della Lega, certo.
D.Un nome?
R.Scopritelo voi. Sono tanti i politici gay che dissimulano la propria natura. Sono uomini che scelgono di non rivendicare la propria omosessualità: e per questo la vivono anche molto male. Tutto ciò è davvero triste.