La legge (non) è uguale per tutti

Redazione
02/10/2010

Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, il 1° ottobre si è pronunciato sulla riforma della giustizia più volte invocata da Silvio...

La legge (non) è uguale per tutti

Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, il 1° ottobre si è pronunciato sulla riforma della giustizia più volte invocata da Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio. «Ho più volte ricordato che il tema del rinnovamento della giustizia va affrontato con interventi non disorganici né settoriali, ma di ampio respiro», ha dichiarato Napolitano. «Solo un confronto anche serrato, ma scevro da sterili contrapposizioni e non influenzato dalle contingenze, può condurre a scelte capaci di restituire qualità ed efficienza al processo penale, dando piena attuazione ai principi del giusto processo sanciti dall’articolo 111 della Costituzione», precisa il presidente della Repubblica.
Napolitano non ha parlato con Berlusconi della riforma della giustizia durante il colloquio di ieri.  Il presidente della Repubblica ha chiesto a quello del Consiglio delucidazioni sul ministero dello Sviluppo economico. Berlusconi non ha ancora individuato il successore di Claudio Scajola. Il Quirinale ha infatti bocciato più volte la candidatura di Paolo Romani, viceministro allo Sviluppo economico.
Il presidente del Consiglio, prima di incontrare Napolitano, aveva manifestato per l’ennesima volta il proprio disappunto sulla gestione della giustizia in Italia. «All’interno della magistratura c’è un’associazione a delinquere che vuole sovvertire il risultato delle elezioni ed eliminare colui che e’ stato eletto dagli elettori», ha dichiarato Berlusconi. «Per questo serve una commissione parlamentare d’inchiesta sulle toghe», si è auspicato il capo del Governo. «Quando esce una legge che al pm non va», ha sostenuto il premier «lui la impugna e la porta all’attenzione della Costituzionale e la Corte la abroga».