La leggenda della terza gamba

Andrea Del Carlo
11/10/2010

Quando le frottole diventano mitologia.

La leggenda della terza gamba

Siamo in crisi, ma al momento c’è ancora pace sociale. Se non ci siamo ancora azzuffati gli uni con gli altri e non abbiamo ancora calpestato gli orti dei pensionati per sfamarci di zucchine appassite (e i forconi riposano quieti nelle stalle),  lo dobbiamo ai nonni italiani – grazie! – che sostengono i figli con la pensione, con la loro saggia comprensione dei rischi..
Così si dice in giro. Nei fatti, è una leggenda metropolitana. In primo luogo perché la pensione, ai nonni italiani, gliela paghiamo noi, i salariati, con le trattenute sulla busta paga. Poi perché i nonni italiani dilapidano tutti i soldi della pensione in superenalotto e gratta e vinci. Che poi di vincere al superenalotto hanno la stessa probabilità di inzuccare col muso dell’auto l’autostrada per il verso giusto.
Ai figli e ai nipoti rimangono briciole, come ai passeri nelle piazze, ma musei italiani e scuole calcio, in compenso, dovrebbero esibire budget degni del Caesars Palace di Las Vegas. Buon per loro! Sarà poi vero che lo Stato gira i soldi del superenalotto a musei e scuole calcio? Bah, forse un’altra leggenda metropolitana.
Comunque sia, il mondo del calcio di storie inverosimili quanto quella dei nonni italiani ne conta a palate. Si raccontava, ad esempio, che Pelè irrobustisse il collo del piede calciando ripetutamente il tronco di un alberoe che una punizione di Eder avesse toccato i centottanta chilometri orari.
Oppure che Louis Silvio Danuello, dopo la Pistoiese, avesse aperto una pizzeria, poi una gelateria allo stadio e, infine, avesse concluso la carriera come attore di film hard! Un curriculum invidiabile.
Per farsi un’idea di quanto il mondo pallonaro sia incline a produrre leggende metropolitane, è sufficiente dare un’occhiata alle cicliche trattative di cessione delle società di calcio. I fantomatici acquirenti? Sede a Londra, telefono alle Barbados e attività in Svizzera.
“A Bari atterrò il Texano”non è il titolo di un film, ma quanto è accaduto l’anno passato nel capoluogo pugliese con lo statunitense Tim Barton (suona uguale, ma non è lui); sciarpa biancorossa al collo, sguardo di ghiaccio e caparra fumante. Il tipo sbarca dall’aereo, promette rinforzi e i tifosi vanno in sollucchero. Un’americanata! Poi? Eh, poi, ..poi fine! Sparito nel nulla.
Fenomeno isolato? Macché! Roma, Bologna, Modena stessa estate di un anno fa, stesso copione tragicomico, identico finale tranchant. A Torino, per rilevare la squadra di Cairo, nei primi mesi del 2009 tre avvocati presentarono in conferenza stampa la candidatura di un tale che si vocifera sia figlio illegittimo di un Re e titolare di un patrimonio di cento milioni di euro liquidi.
Due mesi sui giornali. Scava, scava, i giornalisti poi scoprono le effettive esperienze pregresse del tizio: una pizzeria d’asporto! Cioè .. neanche i tavoli!
Chi se ne intende sostiene che alla base di ogni leggenda metropolitana vi sia un pizzico di verità. Ora, se mi è difficile crederlo di Pelè, di Eder e pure di Danuello, devo convenire che in qualche caso sporadico potrebbe esserci attinenza coi fatti.
In queste settimane non si fa altro che parlare di sostegno esterno al governo. La famosa terza gamba. Il pensiero corre veloce a quella leggendaria di Socrates. Però i conti non tornano anche stavolta perché pur avendo un’andatura dinoccolata, il dottore non ha mai claudicato!