La Libia cresce in Finmeccanica

Redazione
22/01/2011

Si allarga la presenza libica nell’economia italiana. Il fondo sovrano Lybian Investment Authority (Lia), braccio finanziario del leader Muammar Gheddafi...

La Libia cresce in Finmeccanica

Si allarga la presenza libica nell’economia italiana. Il fondo sovrano Lybian Investment Authority (Lia), braccio finanziario del leader Muammar Gheddafi nato per gestire i proventi del petrolio, è salito al 2,01% in Finmeccanica, il gruppo italiano di aerospazio, difesa e sicurezza. L’investimento, stimabile in circa 100 milioni di euro, è emerso dalle comunicazioni alla Consob e risale a lunedì 17 gennaio. Se si volesse superare una quota del 3% sarebbe prima necessaria un’autorizzazione del governo, essendo il gruppo di piazza Montegrappa un’azienda di interesse strategico nazionale controllata al 30,2% dal Tesoro.
ALTRE PARTECIPAZIONI. Quella in Finmeccanica è solo l’ultima di una serie di partecipazioni clamorose da parte dei libici nel mondo della finanza italiana. Di recente aveva provocato scalpore la scalata in Unicredit, in cui fondi e banca riconducibili al colonnello Gheddafi avevano superato il 7%: la Lia possiede il 2,594% e la coppia formata da Banca centrale libica e Lybian Arab Foreign Investment Company controllano il 4,613%.  Una scalata che era costata il posto di amministratore delegato ad Alessandro Profumo. Altre società in cui ci sono partecipazioni del Paese nordafricano sono la Juventus (con più del 7,5%), la Fiat (intorno al 2%), Eni (circa l’1%) e Retelit. Un importante connubio è, infine, quello tra la Lybian Development Investment Co e la Impregilo per la Impregilo Lidco.