La Napoli “pulita”

Redazione
28/09/2010

La Camorra si può sconfiggere. È questo il senso del reportage pubblicato il 28 settembre dal Financial Times, una dettagliata...

La Camorra si può sconfiggere. È questo il senso del reportage pubblicato il 28 settembre dal Financial Times, una dettagliata ricognizione sui luoghi dove la criminalità organizzata campana è più forte.
La risposta della società civile c’è stata e, negli ultimi anni, si sono moltiplicati gli sforzi di resistenza opposti ai malavitosi. C’è la tenuta dell’ex boss Michele Zaza, morto nel 1994, diventata cooperativa agricola “Peppino Diana”, in memoria del sacerdote assassinato all’interno della sua chiesa, sempre nel 1994. Ora si producono così tante mozzarelle da spingere a comprensibili entusiasmi i suoi ideatori: «Qui la Camorra ha perso».
C’è la villa dell’ex sicario Pasquale Spirito a Casal Di Principe, trasformata da Beppe Pagano in un centro per disabili mentali. Ci sono le tenute del clan Schiavone, divenute campi agricoli grazie alla cooperativa di Mirella Letizia, confinanti con le terre del fratello di un mafioso. «Credo che abbiano la percezione della sconfitta», dice Letizia.
E infine c’è Napoli, con i suoi adesivi anti-pizzo attaccati alle vetrine dei negozi, e il movimento contro l’odioso racket fondato da un’altra donna coraggiosa, Silvana Fucito, che ha portato addirittura gli estorsori in aula e ha vinto.
Un affresco positivo, quello dipinto del quotidiano britannico, e incoraggiante, sintomo che esiste un’empatia internazionale anche verso le “buone” cose che si muovono al Sud, come testimoniato dall’invito al consolato del Regno Unito che i diplomatici di Sua Maestà vollero estendere al gruppo di Fucito, proprio in occasione dell’ultimo compleanno della regina.