La notte delle Valchirie

Redazione
07/12/2010

Una salve di applausi lunga 14 minuti ha salutato il successo di Der Walkure di Wagner, diretta da Daniel Barenboim,...

Una salve di applausi lunga 14 minuti ha salutato il successo di Der Walkure di Wagner, diretta da Daniel Barenboim, che ha aperto la stagione della Scala a Milano. Mazzi di fiori lanciati agli artisti e ovazione personale per il direttore d’orchestra, e anche qualche «Buon Natale Presidente» diretto al Capo dello Stato Giorgio Napolitano.
Ma se la serata della prima si è sciolta in bellezza, il pomeriggio aveva visto momenti di tensione davanti al teatro, dove studenti, sindacati e associazioni hanno protestato contro i tagli alla cultura prima dell’esecuzione della Valchiria di Wagner.
Tafferugli si sono verificati tra il gruppo dei collettivi studenteschi e le forze dell’ordine (guarda la photogallery). I carabinieri in assetto antisommossa hanno allontanato una cinquantina di giovani che stavano manifestando alla fine di Piazza della Scala spingendoli alcuni metri indietro verso via Santa Margherita e facendoli arretrare (guarda il video degli scontri).
Nel pomeriggio di martedì 7 dicembre, a pochi minuti dall’inizio della prima, è andata in scena la protesta delle varie associazioni: dal mondo del teatro, ai sindacati, agli immigrati e agli studenti che hanno contestano il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Intorno alle 16 si sono uditi due forti scoppi, e poco dopo un terzo: si trattava probabilmente di grossi petardi. Così è scattata una violenta carica di polizia e carabinieri. Sono volati colpi di manganello mentre alcuni ragazzi lanciavano tre bombe carta e alcuni petardi.
Un centinaio dei giovani dei collettivi studenteschi hanno scandito slogan e hanno esposto striscioni al di là delle transenne, guardati a vista dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa con le quali sono poi entrati in contatto fisico. «Natale al verde? Un solo regalo: Berlusconi & Co. fora di ball», recitava uno striscione. 
I ragazzi hanno sfondato le transenne poste a protezione di un lato della piazza e i carabinieri in tenuta antisommossa li hanno respinti usando gli scudi e i manganelli. Contusioni, abrasioni e ferite leggere per una decina di agenti delle forze dell’ordine: sono stati trasportati in vari ospedali cittadini per le medicazioni. 

La protesta dei teatri

Poco lontano, sotto Palazzo Marino sede del comune, invece, si sono riuniti i lavoratori del teatro. C’erano, tra gli altri, gli striscioni del Teatro del Maggio musicale fiorentino, dei lavoratori della Rai di Milano e del Carlo Felice di Genova.
«È così in tutta Europa, è triste», ha commentato il sovrintendente della Scala, Stephane Lissner riferendosi alla manifestazione studentesca. E, alla notizia dell’assenza dalla prima del ministro della Cultura del governo Berlusconi, Sandro Bondi, ha aggiunto: «Avrà altro da fare. Non commento, mi dispiace».
Il sindaco di Milano Letizia Moratti ha dichiarato, arrivando alla Scala per partecipare alla prima, che spera che siano reintegrati i fondi statali alla cultura. «Penso che gli investimenti in cultura siamo importanti», ha sottolineato Moratti, «perché attengono al patrimonio del nostro paese, che è unico al mondo». Da qui l’augurio che «nonostante la situazione difficile i tagli rientrino».
Il sindaco ha parlato anche delle proteste in piazza dove si sono verificati gli scontri. «Capisco chi manifesta», ha sottolineato, «ma la cultura è anche occupazione, la prima della Scala rappresenta un valore anche per l’occupazione a Milano».
Lungo applauso per il direttore d’orchestra Daniel Barenboim che, prima dell’inno suonato dai maestri del prestigioso teatro, ha espresso a nome di tutti i colleghi la preoccupazione per i tagli alla cultura. «Sono molto felice», ha detto, rivolto verso il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, «di dirigere ancora una volta alla Scala. Sono onorato di essere stato dichiarato maestro scaligero, ma a nome dei miei colleghi sono molto preoccupato per il futuro della cultura in Italia e in Europa».
Quindi ha letto l’articolo 9 della Costituzione nel quale viene affermato che la Repubblica promuove la cultura e la ricerca scientifica.

Le reazioni all’intervento di Barenboim

L’intervento di Barenboim è stato apprezzato da più rappresentanti della cultura e della scienza. «Ha fatto bene a ricordare l’articolo 9», ha dichiarato Umberto Veronesi, oncologo e deputato del Partito democratico, «mettendo insieme cultura e scienza perché senza cultura e scienza non c’é crescita». Convinto di queste ragioni anche l’ex procuratore Francesco Saverio Borrelli per il quale «il messaggio di Barenboim è stato un gesto di generosità per i manifestanti fuori».
Anche l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Massimiliano Finazzer Flory si è detto d’accordo con Barenboim. «Dobbiamo partire dalla cultura», ha dichiarato, «che è il primo fattore di sviluppo per l’Italia che non è certo una potenza politica o militare». Un plauso all’intervento del direttore d’orchestra anche da parte del vicepresidente della Scala Bruno Ermolli: «Quelle di Barenboim sono le parole di un uomo di cultura che ha a cuore la lirica e in particolare la Scala».
Inopportuno invece l’intervento di Berenboim secondo Antonio Verro, consigliere di amministrazione della Rai vicino al centrodestra: «Non c’é dubbio che si debba sostenere la cultura», ha detto, «ma è altrettanto evidente che è in atto un tentativo del governo di trasformare quello che era prima assistenzialismo in contributi più mirati al merito».
Critico anche Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato: «Lissner dovrebbe ringraziare il ministro Bondi», ha dichiarato, per aver calendarizzato il voto della legge di stabilità, che tiene in ordine i conti del Paese, in concomitanza con la prima della Scala.